Piero Lo Gatto è uno dei profili più interessanti del calcio dilettantistico calabrese: preparato, metodico, moderno. Un allenatore che ha costruito la propria credibilità sul campo, attraverso idee chiare e una capacità rara di far migliorare ogni suo singolo calciatore. Le sue squadre giocano un calcio verticale, intenso, ragionato. Ma soprattutto, giocano un calcio che fa crescere: un marchio riconoscibile, che non nasce dal caso ma da una filosofia precisa. In attesa di conoscere il suo futuro dopo l’ultimo anno e mezzo alla guida del Bocale, dove ha mostrato un qualcosa che non si vede comunemente in un campionato come quello di Eccellenza, il tecnico reggino ha tutte le carte in regola per imporsi in categorie superiori. Non è un’etichetta di comodo: è la naturale conseguenza di un percorso costruito con scelte coraggiose, studio continuo e una visione che va oltre il risultato della domenica.

La sua storia parla per lui. Dopo la prima esperienza proprio al Bocale, Lo Gatto ha scelto di uscire dalla comfort zone e trasferirsi in Spagna, immergendosi in un contesto tecnico dove palleggio, gestione del ritmo e valorizzazione dei giovani sono dogmi quotidiani. Un passaggio che lo ha arricchito, affinato, reso più completo. In un ambiente dove il dettaglio è tutto, Lo Gatto ha assorbito metodologie, intensità, cultura del lavoro. E soprattutto ha imparato a leggere il gioco con una profondità diversa. Oggi è pronto a proporre un calcio offensivo, di possesso, costruito su principi chiari: coraggio, qualità, responsabilità anche in categorie superiori. Un modello che mette al centro i giovani, li esalta, li forma. Non è un caso che chi lavora con lui migliori, trovi spazio, cresca in personalità e letture. È la sua firma tecnica, il suo marchio. Il suo calcio non è un esercizio estetico: è un progetto educativo. Ogni seduta, ogni correzione, ogni scelta tattica è finalizzata a far crescere il giocatore, non a mascherarne i limiti.

A Bocale, dove ha collaborato con figure come Luigi Cloro nella valorizzazione dei ragazzi, Lo Gatto ha dimostrato di essere molto più di un semplice allenatore, bensì un costruttore di percorsi, un formatore capace di unire metodo e sensibilità. Un professionista che non alza la voce, ma che viene ascoltato. La sua leadership è silenziosa ma solida, perchè non impone, convince. Non pretende, accompagna. Non si limita a dirigere: educa. Il suo profilo piace perché è credibile, moderno e pronto. E mentre il futuro attende di essere scritto, una cosa è già chiara: Piero Lo Gatto è un tecnico destinato ad arrivare lontano. E quando arriverà il momento, non sarà di certo una sorpresa. Sarà la naturale evoluzione di un percorso costruito con intelligenza, ambizione e una visione che guarda sempre un passo avanti. Semplicemente l'essenza del calcio.

Sezione: Eccellenza / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 19:16
Autore: Rocco Calandruccio
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