Il Catanzaro ha cambiato marcia. Il dietrofront di Turati, arrivato quando tutto sembrava ormai definito, ha costretto la società a riaprire il dossier allenatore con urgenza e lucidità. Niente panico, niente improvvisazioni: Polito ha ristretto subito il campo, individuando due profili che rispondono alla filosofia giallorossa e alle esigenze di una squadra che vuole continuità, identità e ambizione.

La corsa è diventata un testa a testa tra  Giorgio Gorgone e Michele Mignani.Gorgone rappresenta la linea della freschezza, dell’intensità, del calcio verticale. È un tecnico che lavora sulla compattezza del gruppo, sulla crescita dei giovani, sulla capacità di trasformare ritmo e aggressività in un marchio di fabbrica. La sua idea di gioco si sposa con la natura del Catanzaro degli ultimi anni: dinamico, coraggioso, identitario. Non è un caso che, nelle ultime ore, sia diventato il favorito per sedere sulla panchina giallorossa.

Mignani, invece, porta ordine, struttura, equilibrio. È un allenatore che conosce la pressione e sa gestire le fasi delicate, costruendo squadre solide e riconoscibili. Ma soprattutto è una vecchia conoscenza del diesse Polito: i due hanno condiviso l’esperienza di Bari, cementando una sintonia professionale che oggi potrebbe rappresentare un vantaggio non da poco. Mignani è il profilo che rassicura, che stabilizza, che riduce il margine di rischio.La società osserva, valuta, incrocia parametri tecnici e umani. Ma la sensazione, sempre più concreta, è che il Catanzaro voglia puntare su un allenatore capace di dare continuità emotiva e slancio tattico. E in questo momento, quel profilo ha un nome preciso: Gorgone.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 30 giugno 2026 alle 20:06
Autore: Rocco Calandruccio
vedi letture