Ottavo posto in classifica nel Girone A unico di Eccellenza Calabria, 33 punti conquistati dopo 23 giornate, frutto di 9 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte. Il cammino del Bocale Calcio ADMO racconta una stagione solida, costruita sull’equilibrio e su un’identità ben precisa, tecnica ma soprattutto valoriale.
I numeri parlano chiaro: 32 gol fatti, 29 subiti, con una media realizzativa di 1,4 reti a partita. Un dato che fotografa una squadra capace di colpire con continuità, senza però perdere compattezza. La differenza reti positiva (+3) è il segno di un gruppo che raramente si scompone, che resta dentro le partite e che, anche nelle sconfitte, non si consegna mai.
La forza della gioventù
C’è un dato che più di tutti racconta la filosofia del club: 21,1 anni di età media. Un’autentica dichiarazione d’intenti. Il Bocale non è solo una squadra competitiva, ma un laboratorio di crescita. Puntare sui giovani, responsabilizzarli in un campionato duro e fisico come l’Eccellenza, significa accettare il rischio dell’errore ma anche credere nella costruzione.
E i risultati stanno dando ragione a questa linea. La squadra corre, pressa, prova a giocare. Non sempre tutto riesce alla perfezione — sarebbe innaturale con un’età media così bassa — ma l’identità è chiara e riconoscibile.
I bomber e il peso dei gol
Sul fronte offensivo spiccano due nomi: Gomez Mallea e Puntoriere, entrambi a quota 7 reti. I loro gol pesano, incidono, spesso indirizzano le partite. Non sono soltanto finalizzatori, ma punti di riferimento per un gruppo giovane che ha bisogno di certezze nei momenti chiave.
Sette reti a testa in un contesto equilibrato testimoniano una produzione offensiva distribuita e non dipendente da un unico terminale. È un Bocale che segna con più uomini, che costruisce e che prova a non dare riferimenti fissi agli avversari.
Solidità e margini di crescita
I 29 gol subiti in 23 gare certificano una fase difensiva complessivamente attenta. Non parliamo di una corazzata impermeabile, ma di una squadra che ha trovato una sua misura. L’ottavo posto non è casuale: è la fotografia di un campionato vissuto senza picchi vertiginosi né crolli prolungati.
Certo, il margine per fare uno step ulteriore c’è. Qualche punto lasciato per strada, qualche episodio sfavorevole, qualche ingenuità figlia dell’età. Ma proprio qui si misura la crescita: nella capacità di trasformare gli errori in esperienza.
Il gol più bello
E poi c’è un altro tipo di rete. Quella che non finisce nei tabellini, ma lascia un segno più profondo.
Il Bocale Calcio ADMO il gol più bello lo segna fuori dal campo. Lo segna con l’impegno concreto su temi sociali delicati, con l’esposizione pubblica su questioni che molti preferiscono evitare, con iniziative solidali che danno senso alla parola “comunità”. Lo segna con una società che ripudia la guerra e che sceglie di usare il calcio come veicolo di messaggi di pace, inclusione e responsabilità.
In un’epoca in cui spesso lo sport si limita al risultato, il Bocale sceglie di prendere posizione. E farlo con una rosa dall’età media di poco superiore ai 21 anni significa anche educare, formare uomini prima ancora che calciatori.
Oltre la classifica
Trentatré punti, ottavo posto, equilibrio perfetto tra vittorie e sconfitte. Ma ridurre la stagione del Bocale ai numeri sarebbe limitante. Questa è una squadra che sta costruendo qualcosa: identità tecnica, mentalità e coerenza valoriale.
Il campionato dirà dove potrà arrivare in classifica. Ma una cosa è già chiara: il Bocale Calcio ADMO non si limita a giocare partite. Prova a lasciare un’impronta. E, a volte, è proprio quella che resta più a lungo.
Autore: Redazione TCC
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