Il sogno è diventato realtà. Dopo una stagione vissuta con determinazione, sacrificio e grande compattezza, il Siderno conquista la Promozione superando la Polisportiva Bovese per 2-0 nella finale playoff disputata a Lamezia Terme.
Al triplice fischio del signor Russo di Cosenza, arrivato dopo 52 minuti della ripresa, può finalmente esplodere la gioia biancoazzurra. In campo, sugli spalti e in tutta la città di Siderno. È il ritorno in una categoria che meglio si addice alla storia e al blasone di una delle piazze più importanti del calcio calabrese.
La gara è stata intensa, combattuta e a tratti nervosa. La Bovese ha dimostrato di meritare pienamente il percorso che l'ha portata fino alla finale, disputando una partita attenta e generosa, sfiorando più volte la rete e colpendo anche due traverse che avrebbero potuto cambiare il corso dell'incontro. Alla lunga, però, hanno pesato il nervosismo e una minore esperienza rispetto a un Siderno apparso più maturo nella gestione dei momenti decisivi del match.
L'episodio che sblocca la finale arriva al 30' del primo tempo. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto corto, Cecere inventa una giocata da applausi, trovando con un passaggio visionario Bottiglieri che si inserisce perfettamente e supera il portiere avversario per l'1-0 che fa esplodere il settore occupato dai sostenitori sidernesi.
Nella ripresa il Siderno colpisce ancora. Al 3', una disattenzione della retroguardia bovese spalanca la strada a capitan Carabetta. Il numero 9 biancoazzurro è freddo e determinato: recupera il pallone, si invola verso la porta e batte l'estremo difensore avversario firmando il 2-0. Una rete che indirizza definitivamente la finale e scatena l'entusiasmo dei tanti tifosi giunti a Lamezia per sostenere la propria squadra.
Da quel momento il Siderno gestisce con esperienza e personalità, dimostrando tutte le qualità che lo hanno accompagnato durante l'intera stagione. Una squadra forte, compatta, organizzata, capace di soffrire nei momenti difficili e di colpire quando se ne presenta l'occasione.
La partita è stata caratterizzata anche da diversi episodi disciplinari. Numerosi gli ammoniti da entrambe le parti e un componente della panchina della Bovese è stato espulso per proteste. Non impeccabile la direzione arbitrale del signor Russo della sezione di Cosenza, apparso spesso incerto in diverse situazioni e contestato da entrambe le squadre nel corso della gara.
Al di là del risultato finale, vanno riconosciuti i meriti della Polisportiva Bovese, protagonista di una stagione importante e capace di giocarsi fino in fondo le proprie possibilità. Un plauso va inoltre alla società bovesa per aver consentito, attraverso la diretta streaming, a tanti appassionati di seguire una finale che ha rappresentato una splendida vetrina per il calcio dilettantistico calabrese.
Ma questa è soprattutto la giornata del Siderno. La giornata di una società che ha saputo costruire con pazienza e programmazione, di uno staff tecnico che ha trasmesso identità e carattere, di un gruppo di calciatori che non ha mai smesso di credere nell'obiettivo.
Dopo il fischio finale arrivano gli abbracci, le lacrime, i cori e la festa. È il momento della gioia, il momento di guardare avanti.
Il Siderno è tornato.
Il Siderno torna in Promozione.
E con lui torna a sorridere un'intera città storica.
Questa vittoria, però, non appartiene soltanto a chi oggi era in campo o sugli spalti. Appartiene anche a chi il Siderno lo ha amato profondamente e continua ad amarlo da un posto speciale.
Un pensiero vola a "Bombo", a Leo, Napoleone a Luigi, a "Panino", a Federica e ad Albalucia. Volti, sorrisi e storie che fanno parte dell'anima di questa città e che oggi, ne siamo certi, stanno festeggiando insieme ai colori biancoazzurri da lassù.
Un pensiero particolare va anche a Giuseppe Fragomeni, il giovane agente della Polizia Stradale la cui scomparsa, avvenuta proprio oggi, ha gettato nel dolore la comunità sidernese. In una giornata di gioia sportiva, il cuore della città non può dimenticare chi non c'è più e chi lascia un vuoto così profondo tra familiari, amici e concittadini.
E poi un abbraccio ideale a Pasquale Sgotto e al suo amato papà Don Nino, due uomini che hanno incarnato l'amore autentico per Siderno e per il Siderno. Persone che hanno vissuto questi colori come una parte della propria vita e che oggi avrebbero sorriso nel vedere la loro squadra tornare dove merita di stare.
Perché le promozioni passano, le categorie cambiano, ma l'amore per una maglia e per una città resta per sempre. E in questa festa c'è posto anche per chi continua a vivere nei ricordi, negli affetti e nel cuore della grande famiglia biancoazzurra.
Autore: Vincenzo Muscolo
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