La Gioiese è arrivata al punto che nessuno avrebbe voluto vedere. Non più un allarme, non più un rischio: la mancata iscrizione alla Promozione è diventata una presenza  reale,  che pesa sulle spalle di una società stremata e di una città che osserva in silenzio.  Il 20 luglio 2026 ha segnato il confine tra ciò che poteva essere salvato e ciò che ora si è definitivamente perduto.Nelle ultime settimane il club viola è precipitato dentro una spirale che ha travolto tutto: programmazione, fiducia, rapporti istituzionali, perfino l’identità sportiva. La riconsegna del titolo sportivo alla città, annunciata a inizio giugno, è stata il primo segnale di una resa che non nasce dalla volontà, ma dall’abbandono e dall' indifferenza. La società ha denunciato l’assenza di risposte dal Comune e dal tessuto imprenditoriale: nessun sostegno, nessuna mano tesa, nessuna prospettiva. Solo porte chiuse.

Intanto i numeri hanno iniziato a parlare da soli: oltre 50 mila euro di debiti, liberatorie da pagare, vertenze da chiudere. Senza quei documenti, l’iscrizione non può nemmeno essere presa in considerazione. E mentre la burocrazia strangola, anche la casa della Gioiese vacilla: lo stadio Pasquale Stanganelli non è a norma, non può garantire sicurezza, non può ospitare gare ufficiali. L’ipotesi di giocare altrove o a porte chiuse è diventata un’altra ferita aperta. La squadra, intanto, si è sfaldata. L’incertezza ha spinto i giocatori a guardarsi intorno, a cercare stabilità altrove. Il caso più evidente è quello di Felice Giacco, già passato alla Deliese in Eccellenza. Un segnale che pesa più di mille comunicati: quando i calciatori scappano, significa che il tempo è finito. In questo scenario, i co-presidenti Tonino Polimeni e Simona Romeo avevano lanciato un ultimo appello, un grido che sa di disperazione e orgoglio: “Aiutateci a salvare la Gioiese.”Un messaggio rivolto a chiunque possa intervenire, perché la verità è brutale: senza un gesto immediato, senza un sostegno concreto, senza un atto di responsabilità collettiva, la Gioiese non avrebbe avuto vita lunga. Così è stato, purtroppo.

Ora resta solo il silenzio.  La città osserva, la tifoseria trattiene il fiato, la società in ginocchio.  La Gioiese è sospesa su un filo sottilissimo: da una parte la rinascita, dall’altra la scomparsa dai campionati FIGC.E non è più una metafora, bensì una delle pagine più nere della Gioia Tauro sportiva.

Sezione: Altre news / Data: Mar 21 luglio 2026 alle 11:41
Autore: Rocco Calandruccio
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