Massimo Marsich non è soltanto un nome inciso negli archivi del Catanzaro: è una presenza, un ricordo che vibra ancora nelle domeniche del “Ceravolo”. Attaccante di razza operaia, volto pulito e spirito da combattente, Marsich arrivò nella stagione 1998/1999 in un momento in cui la città chiedeva identità, orgoglio, qualcuno disposto a prendersi sulle spalle il peso della maglia giallorossa. Lui lo fece senza proclami, senza fronzoli, con la concretezza dei centravanti che non cercano la gloria: la costruiscono.Portò subito ciò che mancava: fisicità, sacrificio, profondità. Era l’uomo che si prendeva le botte, che apriva varchi, che trasformava palloni sporchi in occasioni pulite. Non il bomber da copertina, ma il terminale che dà senso alla squadra. Ogni partita era una battaglia, ogni duello un manifesto. Il pubblico lo capì immediatamente: Marsich era uno che non tradiva mai.

Tra i suoi undici gol stagionali, uno resta inciso come una cicatrice luminosa: quello al Messina, una rete che il popolo giallorosso ricorda come un urlo liberatorio, una fiammata che accese la stagione e che ancora oggi viene citata come simbolo della sua fame, della sua ferocia agonistica, della sua capacità di colpire nei momenti che contano davvero.La stagione sembrava poter riportare Catanzaro dove merita, sospinta da una squadra che aveva ritrovato compattezza e da un attaccante che non arretrava di un centimetro. Ma il calcio, spesso crudele, scelse un finale amaro. Nei playoff di Serie C2, quando il sogno sembrava a portata di mano, il Benevento spense la corsa giallorossa. Una eliminazione che brucia ancora, perché quel Catanzaro aveva cuore, aveva fame, aveva Marsich. E non sempre basta.

Marsich uscì da quella stagione come era entrato: a testa alta. Senza alibi, senza scuse, con la consapevolezza di aver dato tutto. È questo che lo rende ancora oggi un simbolo silenzioso ma potentissimo: non i numeri, ma l’anima; non le statistiche, ma la lotta; non la gloria, ma la fedeltà alla maglia.Massimo Marsich è stato l’uomo che ha portato il Catanzaro fino all’ultimo respiro. E certe storie, anche quando non finiscono con un trionfo, restano scolpite per sempre.

Sezione: Catanzaro / Data: Lun 06 luglio 2026 alle 17:00
Autore: Rocco Calandruccio
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