Luglio in Campo diventa un’unica storia: un percorso che respira tecnica, visione, coraggio. Un mese che non è un mese, ma un laboratorio di crescita per giovani portieri, dal 6 al 24 luglio 2026, dentro il rettangolo verde del Parco Longhi Bovetto di Reggio Calabria. Tre giorni a settimana(Lunedì,Mercoledì, Venerdì), sempre alle 18, sempre con la stessa idea: costruire il portiere moderno, quello che non para soltanto, ma interpreta, anticipa, legge, decide. È un progetto firmato NOGRA Sport Waves, guidato da due figure che hanno fatto del ruolo una missione: Antonio La Serra, licenza UEFA B, allenatore dei portieri e formatore, e Pietro Marino, ex professionista, anche lui UEFA B e GK B. Le iscrizioni sono limitate, il kit è gratuito, il lavoro è pensato per ragazzi e ragazze che vogliono davvero capire cosa significa stare tra i pali.

Il programma si muove su tre assi: ripasso, integrazione, sviluppo. Si parte dalla coordinazione e dalla motricità, si attraversano la tecnica di base e quella specifica del portiere, e si arriva all’aspetto più complesso: la tattica individuale. Qui il ruolo cambia pelle. Si studia la postura in base alla distanza della palla, la posizione rispetto ai difensori e agli avversari, la gestione della velocità del pallone. Si lavora sulle scelte, sulle letture, sulle micro‑decisioni che fanno la differenza tra una parata e un intervento risolutivo.Durante il percorso si affronta anche un tema spesso ignorato: le fasi del portiere. Quante sono? Quali sono? Come si sviluppano? È un viaggio dentro la struttura del ruolo, un modo per dare ai giovani numeri uno una mappa chiara del loro mestiere. Non solo esercizi, ma comprensione.

Il 2026 porta anche due novità che spingono la formazione oltre il tradizionale: gli occhiali stenopeici T‑PRO e la benda sull’occhio. I primi riducono la luce, limitano la visione, costringono l’occhio a un lavoro più profondo: allenano i muscoli oculari, riducono lo stress, stimolano i neuroni coinvolti nella reattività. La seconda obbliga il portiere a controllare il pallone con una visione parziale: aumenta la sensibilità, migliora la capacità di reazione, rafforza la fiducia. Due strumenti che trasformano il limite in allenamento, la difficoltà in crescita. Alla fine resta l’idea: Luglio in Campo non è un camp, è un percorso. Un luogo dove si impara a cadere e a rialzarsi, dove ogni dettaglio diventa un mattone per costruire il portiere del futuro. Un mese che vale una stagione, una stagione che può cambiare una carriera.

Sezione: Altre news / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 11:45
Autore: Rocco Calandruccio
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