Nessuna esclusione, nessuna sorpresa, nessuna crepa nei dossier: le società che hanno presentato domanda di iscrizione sono state tutte ammesse. Un segnale forte, quasi insolito, dopo stagioni in cui ogni estate sembrava un campo minato.L’unica rinuncia è arrivata dalla Ternana, che ha scelto di fermarsi. Al suo posto, la riammissione del Foggia: un ritorno che profuma di storia, di piazze che non mollano mai, di calcio che si rialza anche quando sembra finito. E questo, nel silenzio delle carte federali, racconta una verità semplice: tutti si sentono in grado di affrontare la prossima stagione. O almeno, tutti vogliono provarci.

Perché il punto non è solo l’ammissione. Il punto è la tenuta. Negli ultimi anni abbiamo visto club crollare in corsa, fallimenti improvvisi, stipendi non pagati, squadre che sparivano dal campionato come se fossero state inghiottite da un buco nero. Scene che hanno avvelenato la credibilità del sistema, che hanno trasformato la Serie C e la Serie D in un labirinto di incertezze.Stavolta, almeno sulla carta, il quadro è diverso: nessuna criticità rilevata, nessun allarme, nessun dossier che traballa. È un calcio che prova a ripartire, che tenta di mostrarsi solido, che vuole scrollarsi di dosso la fama di campionato fragile e vulnerabile.

Ma la vera prova non è oggi. La vera prova arriverà tra ottobre e febbraio, quando i conti inizieranno a pesare, quando le prime scadenze fiscali faranno tremare le scrivanie, quando si capirà chi ha costruito davvero e chi ha solo sperato.Speriamo che questa volta non ci siano default in corsa. Speriamo che nessuno si sciolga come neve al sole. Speriamo che il calcio italiano, almeno per una stagione, riesca a essere un campionato e non un bollettino finanziario.

Sezione: Altre news / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 19:46
Autore: Rocco Calandruccio
vedi letture