Alla vigilia di Palermo - Catanzaro, il tecnico dei giallorossi Alberto Aquilani, presenta la sfida del Barbera.

Alberto Aquilani:"La verità è che non abbiamo fatto ancora niente. Lo so che fuori c’è entusiasmo, che qualcuno pensa che il 3‑0 dell’andata sia una sentenza. Ma il calcio non perdona chi si rilassa, e io non voglio vedere nessuno che si presenta al Barbera pensando di aver già passato il turno. Questa è una semifinale playoff, non una passerella. È il momento in cui si vede chi ha fame davvero.

Il Palermo è ferito, e una squadra ferita davanti al suo pubblico diventa pericolosa. Loro spingeranno, lo stadio spingerà, e noi dovremo essere lucidi, puliti, presenti in ogni dettaglio. Non possiamo permetterci un secondo di superficialità. Non possiamo regalare niente. Dobbiamo entrare in campo con la stessa ferocia, la stessa umiltà, la stessa voglia di dimostrare che abbiamo avuto all’andata. Perché quella partita, per quanto bella, è solo il primo tempo. Il secondo lo giochiamo domani, e vale tutto.

Ai ragazzi ho detto una cosa semplice: ricordatevi chi siete diventati. Non chi eravate a settembre, non chi eravate quando le cose non giravano. Chi siete adesso. Un gruppo che ha sofferto, che ha lavorato, che ha costruito un’identità vera. Un gruppo che non si nasconde, che non si accontenta, che non si spaventa. E allora portiamo in campo questo: la nostra idea, il nostro coraggio, la nostra fame.

Sì, qualche scoria c’è, è normale. Abbiamo giocato tanto, abbiamo spinto tanto. Ma partite così ti rimettono in piedi da sole. L’adrenalina fa il resto. E poi c’è una cosa che non si allena: la voglia di andare oltre. La voglia di prendersi qualcosa che non ti regala nessuno.

Domani non voglio calcoli, non voglio gestione, non voglio paura. Voglio personalità. Voglio una squadra che entra al Barbera e dice: “Siamo qui, e vogliamo finire quello che abbiamo iniziato”. Perché il rispetto per l’avversario è fondamentale, ma il rispetto per il nostro percorso lo è ancora di più.

Non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo. Ma siamo dentro la storia, e adesso dobbiamo scriverla fino in fondo."

Sezione: Catanzaro / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 19:34
Autore: Rocco Calandruccio
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