Ci sono storie che nel calcio vanno oltre il risultato finale. Storie che parlano di crescita, di amicizia vera, di pomeriggi trascorsi sui campi polverosi inseguendo un pallone e di sogni custoditi nel cuore sin da bambini. La storia di Pasquale Mollica e Antonio Maremmano è una di queste.

Guardare oggi le immagini della vittoria dell’Union Siderno Under 17 nella Coppa Calabria e metterle accanto a quella foto del 2015 provoca un’emozione difficile da spiegare. Da una parte due bambini con gli occhi pieni di entusiasmo, dall’altra due ragazzi ormai cresciuti che stringono con orgoglio un trofeo conquistato dopo anni di sacrifici, allenamenti, gioie e delusioni condivise insieme.

Undici anni separano quei due momenti, ma il filo che li unisce è rimasto intatto: la passione per il calcio, il legame umano e la voglia di non smettere mai di credere nei propri sogni.

Nel 2015 erano soltanto due bambini immersi nel mondo del calcio giovanile, con quell’innocenza tipica di chi gioca soprattutto per divertirsi. Nessuno può sapere cosa passi realmente nella mente di un ragazzino che rincorre un pallone, ma è facile immaginare che dentro Pasquale e Antonio ci fosse già la speranza di vivere un giorno emozioni come quelle che oggi stanno assaporando.

Il tempo è passato, ma loro sono rimasti lì, fianco a fianco. Sono cresciuti insieme, hanno condiviso allenamenti, trasferte, partite sotto la pioggia, vittorie esaltanti e momenti difficili. Hanno imparato cosa significhi fare gruppo, sostenersi a vicenda e lottare per la stessa maglia.

Ed è proprio questo che rende ancora più speciale il trionfo dell’Union Siderno Under 17 nella Coppa Calabria. Perché dietro quella coppa alzata al cielo non ci sono soltanto novanta minuti giocati bene o una finale vinta con merito. Dietro quel trofeo c’è un percorso lungo anni, costruito giorno dopo giorno attraverso il lavoro, la costanza e la passione.

Pasquale Mollica e Antonio Maremmano rappresentano perfettamente il significato più autentico del calcio giovanile. Non soltanto talento e qualità tecniche, ma soprattutto crescita umana. Le immagini della premiazione raccontano la felicità di un gruppo unito, di ragazzi che hanno saputo costruire qualcosa di importante insieme. E in mezzo a quella gioia collettiva spicca inevitabilmente la storia di questi due giovani, partiti da lontano e arrivati oggi sul tetto della Calabria Under 17.

La vittoria dell’Union Siderno non è arrivata per caso. È il frutto del lavoro di una società che continua a investire sui giovani, degli allenatori che accompagnano quotidianamente i ragazzi nel loro percorso e di una squadra che ha dimostrato qualità, carattere e grande spirito di appartenenza. In un calcio spesso dominato dalla fretta e dai risultati immediati, vedere ragazzi crescere insieme per anni fino a raggiungere traguardi così importanti rappresenta qualcosa di davvero prezioso.

Le fotografie raccontano tutto senza bisogno di troppe parole. Nello scatto del 2015 ci sono due bambini inconsapevoli del futuro che li attende. In quello del 2026 ci sono due ragazzi maturati, sorridenti, orgogliosi di stringere quella Coppa Calabria conquistata con la maglia dell’Union Siderno. È l’immagine perfetta del tempo che passa e dei sogni che, qualche volta, riescono davvero a diventare realtà.

Questa vittoria resterà sicuramente nella memoria di tutto l’ambiente Union Siderno, ma soprattutto nel cuore di chi ha vissuto questo percorso sin dall’inizio. Per Pasquale Mollica e Antonio Maremmano non è soltanto un trofeo: è il simbolo di anni trascorsi insieme inseguendo la stessa passione.

E forse è proprio questo il lato più bello dello sport: vedere due bambini diventare uomini senza perdere quell’entusiasmo che li univa già undici anni fa.

Complimenti all’Union Siderno Under 17 per la conquista della Coppa Calabria e complimenti a tutti i ragazzi protagonisti di questa splendida impresa. Ma un applauso speciale va anche a Pasquale Mollica e Antonio Maremmano, simbolo di amicizia, crescita e amore autentico per il calcio.

Sezione: Ragazzi di Calabria / Data: Gio 14 maggio 2026 alle 19:04 / Fonte: A cura di Stefano Muscatello
Autore: Rocco Calandruccio
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