Il Catanzaro di Alberto Aquilani entra nella notte del Ceravolo con la leggerezza di chi non ha paura di nulla e la fame di chi sa che certe occasioni non tornano. Dopo un campionato vissuto sempre sul filo dell’entusiasmo, le aquile si tuffano nella lotteria dei playoff senza calcoli, pur avendo due risultati su tre: perché questa squadra, semplicemente, non sa giocare per pareggiare. Il Ceravolo è un mare giallorosso, un’onda che travolge l’Avellino prima ancora del fischio d’inizio, ma la partita resta equilibrata finché, poco prima dell’intervallo, Petriccione accende la luce e Pontisso la trasforma in oro: destro a giro dal limite, rasoterra chirurgico, Iannarilli battuto e lo stadio che esplode come se avesse trattenuto il fiato per un tempo intero. È la scintilla che cambia tutto. Nella ripresa il Catanzaro alza il ritmo, impone il proprio calcio, gioca con una sicurezza che sembra appartenere a squadre abituate a palcoscenici ancora più grandi. Di Francesco trova un gol che il VAR gli nega, ma non cambia l’inerzia: i giallorossi continuano ad attaccare, a spingere, a mordere il campo. L’Avellino prova a rimettere in equilibrio la gara, ma Pigliacelli non deve mai compiere un intervento realmente decisivo. È sempre il Catanzaro a dare la sensazione di poter colpire, e ci va vicino quando Pontisso, dalla bandierina, colpisce la traversa provando a emulare il leggendario Palanca, un gesto che manda un brivido nostalgico attraverso tutto il Ceravolo.

La squadra di Ballardini resta in partita grazie a un grande Iannarilli, ma all’83’ deve arrendersi: Favasuli inventa, Cassandro taglia, controlla e infila il 2-0 che chiude la notte. È il colpo che spezza definitivamente la resistenza irpina. Nel recupero c’è gloria anche per capitan Iemmello, che si procura il rigore e lo trasforma con la freddezza dei giorni migliori. È il 3-0, è la festa, è il ritorno al gol di un leader che servirà eccome nel doppio confronto con il Palermo. L’Avellino esce a testa alta, dopo una stagione che li ha portati ai playoff in extremis e che con Ballardini ha messo basi solide per il futuro. Ma questa è la notte del Catanzaro, una squadra che ha identità, coraggio, idee e una fame che non si può insegnare. Da domani la mente volerà alla corazzata Palermo, un avversario costruito per salire, ma che il Catanzaro può affrontare senza complessi, con la leggerezza di chi sa che il sogno è già realtà e che ogni passo in più è un regalo. La favola continua, non sappiamo se avrà un lieto fine, ma una cosa è certa: le aquile non vogliono smettere di volare. E comunque vada, questo Catanzaro merita soltanto applausi.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 22:58
Autore: Rocco Calandruccio
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