Qualsiasi roccellese che ha vissuto il "Ninetto Muscolo" negli anni 2000 ricorderà vari personaggi che frequentavano assiduamente lo stadio.
Riaffiorano immagini bellissime e malinconiche, è sempre così con i ricordi belli.
Tornano alla mente i coriandoli di Bruno, che trasformavano il "Ninetto" nella "Bombonera" calabrese, coriandoli preparati con cura tagliando i giornali in piccoli pezzi, che arrivava al campo con la sua inseparabile bandiera amaranto e la busta con i coriandoli, sempre pronto a lanciarli all'inizio della partita e ad ogni goal della squadra.
Viene in mente anche una figura imponente sempre appoggiata all'angolo della tribuna, ormai anziano, con la sua stampella grazie alla quale si reggeva, ma che diventava anche la bacchetta da maestro per guidare l'orchestra di giocatori in campo, il mitico Sisone, che spingeva i ragazzi e incitava i tifosi in tribuna con il solito grido di battaglia: "AVANTI ROCCELLA AVANTI".
L'urlo di Sisone è rimasto e resterà per sempre il motto del calcio roccellese, l'urlo che riscalda la folla, il sostegno nei momenti bui. Cos'è un motto se non un simbolo di appartenenza, parole scolpite nell'anima e nei cuori di cittadini uniti da un colore solo, l'amaranto.
Questo motto ha accompagnato il Roccella in tutte le categorie, dai grandi trionfi alle tragiche disfatte, dalla Serie D alla Prima Categoria.
Negli ultimi anni a Roccella Jonica i risultati calcistici tutto erano fuorché esaltanti, tre retrocessioni consecutive e una salvezza in prima categoria ottenuta all'ultimo respiro l'anno scorso.
Una Banter Era degli amaranto, che sembrava non avere fine, una tifoseria sfiduciata, il "Ninetto" vuoto, tutto a rotoli, lontani i ricordi belli, le vittorie contro Reggina, Bari, Cavese e tanti altri giganti passati dalla Serie D.
Eppure la stagione 2025/2026 si è rivelata la stagione giusta per tornare a gioire.
Il ritorno romantico del mister Francesco Galati in panchina, il mister che aveva guidato la compagine locridea alla prima storica promozione in serie D , la squadra ben architettata dal direttore sportivo Francesco Curtale, anche lui fautore della prima promozione in D e storico DS del Roccella, coadiuvato dall' attenta società composta da imprenditori locali e guidata dal presidente Rocco Femia.
Un cammino importante : 19 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte.
Una stagione segnata da un testa a testa con il Real Montepaone, che sembrava ad un certo punto allontanarsi troppo e che fino a domenica mattina aveva la promozione in tasca.
Ma tutto può cambiare, perché come direbbe il mitico Fabio Caressa: "Il calcio è strano Beppe".
Dopo il pareggio tra Roccella e Real Montepaone per 1-1 nella partita chiave della stagione, tutto sembrava segnato.
La squadra di Galati era destinata ai Play-off, ma nel pomeriggio di una domenica di maggio, il Roccella batte il Guardavalle fuori casa per 0-2, mentre il Real Montepaone scivola clamorosamente in casa della Nuova ADA pareggiando per 1-1, ancora questo risultato, risultato che qualche settimana prima condannava il Roccella, porta invece la squadra di Galati a festeggiare.
La Roccella calcistica è finalmente, di nuovo, felice, un paese in festa nella Piazza San Vittorio, i clacson come sottofondo nella notte del 10 maggio, musica a tutto volume, fuochi d'artificio, bandiere amaranto tornate a sventolare fiere e rigogliose, "si muove la città, con le piazze, i giardini e la gente nei bar".
È festa, è promozione, un grande passo per scacciare le tenebre.
Eduardo De Filippo diceva: "Adda a passá a nuttata", la vittoria e la festa di domenica fanno risorgere il sole sul calcio roccellese, dopo una lunga notte.
AVANTI ROCCELLA AVANTI
VINCENZO MUSCOLO
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