Il Catanzaro vince e convince in un turno playoff complesso contro una squadra ostica e dotata di qualità tecniche e mentali importanti. Una prova di maturità superata a pieni voti dalla squadra di Aquilani, visto anche il recente incontro con l'Avellino in campionato. In quel caso si erano visti i limiti di una squadra che sembrava non riuscire a contenere con esperienza gli avversari. Ieri, invece, la forza dei giallorossi è stata troppo travolgente persino per un organico come quello dei campani.

Adesso, però, è tempo di guardare al futuro: nel mirino delle Aquile è finito il Palermo di Pippo Inzaghi, un allenatore che vive e sente queste partite più delle altre. Non sarà facile, vista la composizione della squadra rosanero, dotata di fisicità, esperienza, qualità e quantità. Ma l'appetito vien mangiando e qualcuno osa sbilanciarsi, nonostante la maggior parte dei tifosi catanzaresi sia fedele alla cara e vecchia scaramanzia.

Quel qualcuno non è una persona qualsiasi, ma Davide Ballardini, uscito sconfitto dalla partita di ieri. Le sue parole hanno un valore diverso e il suo elogio sfiora vette che sembrava impossibili toccare: "Sono alla terza semifinale consecutiva, quindi bisogna fare loro i complimenti. Stanno confermando di essere una squadra importante e di poter ambire alla Serie A".

Pensieri di un allenatore che ha dedicato la vita a questi incontri, in bilico tra la vittoria e la sconfitta, tra la gioia di una salvezza e l'amarezza di una retrocessione. Ecco perché vanno prese in considerazione, del resto basta guardare il curriculum dell'ex Genoa per capire i metri di giudizio di una persona che ha accolto con grande affetto il soprannome di "Traghettatore", divenuto ormai uno stile di vita.

Gli antichi usavano la locuzione Ipse Dixit per certificare delle parole e scolpirle nella mente come fossero legge. Ieri sera l'ha detto lui, sì, Catanzaro, stai tornando a far parlare di te anche tra i grandi del calcio. Il resto, però, è tutto da scrivere.

Sezione: Catanzaro / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 15:30
Autore: Antonino Iorfida
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