Ai microfoni di TuttoCalcioCalabria ecco Domenico Giampà, tecnico del Nola, formazione del girone H di serie D che domenica ha raggiunto la salvezza ai danni dell’Heraclea grazie al pareggio per 1-1 maturato dopo i tempi supplementari ed alla migliore posizione in classifica. Con l'ex calciatore, tra le altre, di Messina e Crotone, abbiamo parlato anche del Catanzaro, che dopo il netto successo ai danni dell'Avellino, accede alla semifinale playoff con il Palermo e sogna la promozione in serie A.

Mister Giampà, una stagione così assurda come quella appena terminata dubito le ricapiterà facilmente, se non altro tutto si è concluso per il meglio...

È stato un campionato duro, molto difficile. Ho fatto annate importanti alla Paganese ed alla Gelbison e non mi era mai capitato di lottare per la salvezza e finire ai playout, peraltro dopo essere stato a lungo anche fra le prime 5 in classifica.

Il girone H di serie D è complicato di suo, ma quest'anno è stato indecifrabile: mai avrei pensato ad inizio stagione di vedere in zona playout la Sarnese e lo stesso Nola, men che meno di vedere retrocedere l'Heraclea, che proprio voi avete condannato al ritorno in Eccellenza.

Parlo per la mia squadra: ci siamo complicati la vita da soli, sarebbe bastato fare uno o due punti in più durante l'anno per stare tranquilli, che poi era l'obiettivo che ci eravamo prefissati ad inizio stagione. Ho guidato un gruppo molto giovane, tante volte non siamo stati bravi a gestire il risultato per inesperienza, anche se in tutto il campionato abbiamo sbagliato solo la partita di andata con il Martina e la partita a Pagani di tre settimane fa.

Ci arriveremo. Ad un certo punto il Nola è entrato in una spirale negativa, peraltro nello stesso periodo lei è stato a lungo squalificato. È riuscito a darsi una spiegazione di quello che è successo?

Per la squalifica no, continuo a ritenere ingiusto lo stop di 8 settimane che ho subìto dal Giudice Sportivo dopo la partita con la Fidelis Andria, l'arbitro è stato l'unico a vedere una provocazione mia e dei componenti della panchina. La squadra ha risentito del mio allontanamento, forse non è un caso se poi in 9 partite ha fatto solo un punto, pareggiando in casa col Ferrandina.

Se non altro, è tornato giusto in tempo per raddrizzare la rotta, il successo contro il Martina all'ultima giornata è stato importante.

Di fronte avevamo la squadra che ha proposto il calcio migliore del girone H, Barletta compreso, ed era importante fare una grande prestazione dopo aver perso 5-0 a Pagani nonostante fossimo pure andati in ritiro. Ci siamo sbloccati mentalmente al momento giusto: il playout con l’Heraclea è stato in bilico fino alla fine, ma siamo stati bravi a portare a casa la salvezza.

Chi non ce l'ha fatta, invece, è stato l'ACR Messina...

La prima cosa che ho fatto, quando sono rientrato nello spogliatoio dopo la partita di domenica, è stato chiedere il risultato del Messina, ed è stato un grande dispiacere scoprire che non era riuscito a salvarsi. La penalizzazione era importante ma ad un certo punto sembrava che potessero farcela a tirarsi fuori dai guai, non posso che augurare al Messina ed ai suoi tifosi di ritornare presto in altre categorie.

Anche il Crotone sta vivendo una situazione difficile, l'era Vrenna rischia di volgere al termine?

No, non credo. Il presidente ha avuto dei problemi per via dell'amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale e non è riuscito a far fronte ad alcune scadenze, ma è stato chiaro con i tifosi e alla fine il Crotone dovrà solo partire con qualche punto di penalizzazione. Sono molto legato alla famiglia Vrenna, se sono diventato un calciatore di alti livelli lo devo a loro e ad un grande direttore come Beppe Ursino.

A tenere alto il vessillo della Calabria c'è il Catanzaro, dopo il netto successo con l'Avellino nel primo turno dei playoff di serie B è lecito sognare...

Il Catanzaro mi piace moltissimo, e mi ricorda un po' il Crotone in cui ho giocato io, perché ha tanti giovani interessanti che ritengo pronti per la serie A come Liberali, così come è stato per Florenzi e Bernardeschi quando sono stati a Crotone.

Lei pensa che Noto abbia le forze per portare il Catanzaro in A?

Il presidente Noto è una garanzia per Catanzaro ed ha costruito una squadra molto forte. Per la A devono incastrarsi tante cose anche in questi playoff, anche perché si giocano in pochi giorni ed è fondamentale riuscire a recuperare le energie tra una partita e l'altra, ma già essere lì a giocarsela è un grande risultato. L'importante è che a Catanzaro arrivi in futuro qualcuno che lo affianchi, perché io ho vissuto l'era del Messina in A grazie a Franza, e si è visto come è finito il Messina dopo che Franza ha lasciato, e non vorrei che a Catanzaro un domani possa accadere lo stesso.

Mister, adesso che è finito il campionato è già ripartito per la Calabria?

No, resto a Nola fino a fine giugno perché ho i figli che devono terminare la scuola, poi penseremo alle vacanze.

Resta a Nola solo fino a giugno oppure anche il prossimo anno?

Giovedì ho un appuntamento con il presidente Langella, poi penseremo a festeggiare la salvezza. Ci sarà tempo per parlare di futuro, ma io non avrei problemi a continuare a lavorare qui.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 08:00
Autore: Rocco Genovese
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