Ai microfoni di TuttoCalcioCalabria.it ecco Kevin Inzerauto, attaccante con diverse esperienze importanti tra Eccellenza, campionati esteri e squadre di assoluto rilievo come il Chievo Verona. L'intervista di oggi riguarda il calciatore - una seconda punta veloce, tecnica e letale - ma anche l'uomo. Una persona umile, splendida e dotata di qualità fuori dal normale. Nella vita ha dovuto affrontare diverse prove, uscendone sempre vincitore, anche quando gli schiaffi inflitti hanno fatto più male. Il suo è un esempio di resilienza, di coraggio e di passione.

Ciao Kevin, sei reduce da un'esperienza con l'Isola Capo Rizzuto, un club in cui avevi già militato, come ti sei trovato e quali cambiamenti hai notato in questa tua seconda avventura in Calabria?

"Avevo voglia di tornare a Isola perché comunque è una bella piazza ed ero stato bene. Mi è dispiaciuto lasciare il percorso a metà, ma mia madre non è stata bene. Poi, mi ha richiamato il mister e ho subito accettato, Gregorace è un ottimo allenatore, non so cosa ci faccia in Eccellenza. Quest'anno è stata una stagione durissima. Verso la fine mi sono fatto male, quindi è stata un'annata storta. Rispetto all'avventura precedente, questo è stato un campionato molto più equilibrato. Tolte le ultime tre squadre erano tutte vicinissime. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che avremmo raggiunto l'obiettivo perché questo è un grande gruppo e il mister è in grado di motivare tutti, anche i magazzinieri."

Senti, tu hai conosciuto da vicino il Mondo social: dalla Kings League alla Zeta Milano fino agli eventi a cui partecipi, come ci si sente ad essere così famoso tra i ragazzi?

"Il bello dei social è questo, quando ti riconoscono, quando ci sono dei ragazzini che ti scrivono, ti chiedono la maglia, a me è capitato che è un ragazzino di Agrigento mi ha chiesto la maglia,  gliel'ho regalata e lui, senza che io chiedessi niente mi ha regalato una figurina di D'Ambrosio firmata. Queste cose sono bellissime, anche perché io sono un normalissimo calciatore. Sul realizzare i video meglio non dire nulla, li lascio fare agli altri che sono sicuramente più capaci di me. Io sono negato." 

L'annata da storta si è trasformata in meravigliosa, vero? Adesso sarai padre...

"Questa gravidanza mi ha permesso di non abbattermi, in altri momenti se mi fossi fatto male sarei andato in crisi. Invece "è stato anche un bene", tra virgolette, sempre, perché sono stato vicino alla mia ragazza. L'ho accompagnata a fare le ecografie, visto che le prime due le avevo saltate. Le emozioni che provo sono indescrivibili, sentire il suo battito è bellissimo, del resto è il mio primo figlio. Questa situazione ha cambiato completamente in positivo la mia vita".

E poi hai partecipato a una serie su Amazon Prime in cui con tua madre avete fatto emozionare davvero tantissime persone. Mostrando ancora una volta questo lato umano meraviglioso che vi contraddistingue

"Da lei ho imparato a essere sempre forte, a ridere anche nelle nelle disgrazie. Dal dolore devi riuscire a trovare qualcosa che ti faccia andare avanti, che ti faccia essere più forte: lei ha affrontato tutto col sorriso. È la cosa migliore che mi abbia mai insegnato." 

Adesso, però, quali sono i tuoi piani per il futuro? So che non sai stare molto lontano dal terreno di gioco...

"Se dipendesse da me potrei iniziare già domani il campionato. Sono molto carico, mi sto allenando tutti i giorni. Adesso sono tornato a Milano, quindi cercheremo di trovare una soluzione buona qui. Ho avuto qualche contatto con delle società di Promozione ed Eccellenza e sto cercando di capire quale sia il progetto migliore per me".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 14 maggio 2026 alle 17:20
Autore: Antonino Iorfida
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