Ai microfoni di Tuttocalciocalabria.it Francesco Iacopino, storico dirigente della Reggina. Nella straordinaria carriera di Iacopino, non ci sono soltanto i colori amaranto, ma anche quelli di Catanzaro e Modena che questa sera si sfideranno al Ceravolo nel match di recupero della 31a giornata del campionato cadetto. Il dirigente reggino ci parla di questa sfida tra le sue due ex squadre, senza trascurare il difficile momento della Reggio Calabria calcistica.
Direttore, questa sera si sfideranno al Ceravolo Catanzaro e Modena, due formazioni che hanno rappresentato tanto nel corso della sua lunga e straordinaria carriera da dirigente. Secondo lei, che partita dobbiamo attenderci?
"Sono rimasto legatissimo sia al Catanzaro che al Modena, entrambe vissute dopo una vita al servizio della Reggina. L'esperienza di Catanzaro è stata più breve, mi avevano accolto definendomi "U riggitanu", ma sono stato benissimo con tutti e conservo ancora oggi bei ricordi. Quella di Modena è durata per ben dieci anni, lì invece fui simpaticamente accolto come "il terrone", anche con i canarini fu una bella esperienza e ho lasciato tanti cari amici con i quali sono ancora in contatto. In entrambe le piazze hanno apprezzato in me sia la mia persona che il professionista, perciò mi fa piacere vedere che stanno facendo tutte e due le squadre un buonissimo campionato. Non a caso dopo le prime quattro corazzate ci sono loro, questo fa capire l'ottimo lavoro da parte dei rispettivi dirigenti e staff tecnici . Mi aspetto una bella partita, tra due formazioni diverse come stile di gioco, accomunate però dalla voglia di portare a casa il risultato".
Lei parlava di stile diverso, si riferisce alle filosofie opposte dei due tecnici?
"Esattamente ! Aquilani fa un gioco offensivo, pensi che ai tempi della Fiorentina lo avevo proposto per la panchina del Modena. Sottil, invece è un tecnico più pragmatico che punta molto sul carattere, oltre tutto avendolo avuto come calciatore alla Reggina lo conosco bene. Le loro caratteristiche da calciatori si rispecchiano anche in quelle di allenatori. Aquilani era un centrocampista di qualità, Sottil un difensore arcigno e grintoso".
Dietro ai risultati di Catanzaro e Modena, quanti meriti dà all'operato delle rispettive dirigenze?
"E' evidente che dietro ai risultati sul campo di queste due squadre ci sono dirigenze solide e competenti. Il Modena ha un management all'avanguardia. Catellani, è stato mio giocatore e si sta dimostrando valido anche nel ruolo di diesse, facendo vedere capacità gestionali e tecniche. Molto bene anche il Catanzaro, che seppur non conoscendoli da vicino traspare dall'esterno un ottimo lavoro. I risultati straordinari maturati in questi anni non sono certo casuali, si tocca con mano che sanno fare calcio. Il Catanzaro ha dei giovani interessanti, tra questi il nostro concittadino Favasuli, esterno davvero forte e in grado di saper fare la doppia fase. Impressionante ".
Cosa è mancato a queste due squadre per giocarsi la promozione diretta?
"Guardi sono due società che intelligentemente si pongono gli obiettivi in maniera graduale, tenendo conto che chi è in alto ha investito tantissimo, Detto ciò, se guardiamo il cammino di queste due formazioni dico che al Catanzaro servirebbe la difesa del Modena e ai canarini Iemmello in attacco. Il Catanzaro ha preso qualche goal di troppo che gli ha fatto perdere qualche punticino, mentre il Modena ha una batteria di buoni attaccanti, i quali però non possono garantire 15-20 goal a stagione".
Direttore, invece cosa mi dice della sua Reggina?
"Cosa dire, dispiace che anche quest'anno si rischia di vedere sfumato il ritorno tra i professionisti. C'è un ambiente diviso, lo è sempre stato, ma in questi anni è peggiorato. Reggio Calabria, ha visto calcio vero, sembra però che non si riesca più a riemergere. Abbiamo assistito in questi anni a tutto e di più. La Reggina per i reggini ha sempre rappresentato qualcosa che va ben oltre una squadra di calcio, oggi invece si pensa più ad aver ragione o schierarsi, quando non ci rendiamo conto che questa squadra è il simbolo della città e un patrimonio da salvaguardare".
Non pensa, che in questi anni il patron Ballarino abbia fatto da parafulmine ?
"Lui attraverso la Reggina voleva provare a portare avanti la sua attività imprenditoriale legata all'Università, poi la cosa non si è concretizzata, inoltre a livello calcistico le cose non sono andate come sperava e questo ha peggiorato la situazione. Il professor Ballarino, paga il fatto di essere l'azionista di maggioranza, questo lo porta ad essere più esposto a livello mediatico e di conseguenza preso di mira dai tifosi quando le cose vanno male. Sicuramente errori ne sono stati fatti da questa società, anche sotto l'aspetto comunicativo, dove alcune situazioni andavano gestite meglio. Vedremo se a fine stagione questa proprietà vorrà o meno continuare a fare calcio, nonostante si prospetti per il quarto anno una categoria che sta stretta ad un'intera tifoseria".
Secondo la sua esperienza, come si rilancia la Reggio Calabria calcistica?
"A breve in città ci saranno l' elezioni amministrative, mi auguro che il futuro sindaco prenda a cuore le sorti di questa Reggina. Bisognerà farlo in maniera seria e concreta, cercando di garantire le strutture e fare in modo che i colori amaranto tornino a splendere. Il Comune per lo stadio Granillo e la Città Metropolitana per il centro sportivo Sant'Agata, entrambi gli organi dovranno mettere nelle condizioni ideali chi vorrà investire a Reggio per fare calcio. Confido tantissimo nelle Istituzioni locali, non si può perdere più tempo. Sappiamo bene che nel calcio come nella vita esistono i momenti bui, ora però stanno durando da troppo tempo e bisogna far di tutto per ritrovare la luce".
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