Catanzaro ha sfiorato l’impresa. L’ha sfiorata davvero, con la punta delle dita, con il fiato corto e il cuore pieno. A Monza è arrivato uno 0-2 che in qualsiasi altro romanzo del calcio avrebbe significato trionfo, promozione, riscrittura della storia. Ma il regolamento ha scelto diversamente, premiando il miglior piazzamento dei brianzoli. Eppure, paradossalmente, questa notte appartiene al Catanzaro. Perché ciò che ha mostrato la squadra di Alberto Aquilani va oltre il risultato, oltre la categoria, oltre la logica. È stata una partita giocata con una maturità feroce, con una qualità che ha illuminato l’U-Power Stadium. Un gol per tempo: Felipe Jack che apre la strada, Frosinini che la allarga, due fendenti che hanno gelato il pubblico di casa e acceso un sogno che sembrava scritto nel destino. Il Monza ha provato a reagire a sprazzi, ma la sensazione è stata chiara: il Catanzaro era più vivo, più intenso, più squadra. Iemmello ha avuto palloni che pesavano come sliding doors, e non solo lui: il Monza ha tremato davvero.

Ma il punto non è ciò che è mancato. Il punto è ciò che è stato costruito. Perché questo Catanzaro è un’opera. Un’opera moderna, intelligente, visionaria. Una squadra che ha dimostrato come si possa competere con chi ha più risorse grazie a idee più forti, più pure, più coraggiose. Una squadra che ha trasformato giovani talenti in certezze, che ha dato identità a un progetto, che ha riportato entusiasmo in una piazza che vive di calcio e che merita calcio vero. E allora va detto senza esitazioni, senza filtri, senza paura di esagerare: questo Catanzaro merita di entrare nella storia del club giallorosso. Perché ha giocato il miglior calcio della categoria. Perché ha riportato orgoglio, appartenenza, ambizione. Perché ha dimostrato che la differenza negli ingaggi non è un ostacolo, ma una sfida da superare con idee e lavoro. Perché ha fatto innamorare un Paese intero del suo modo di stare in campo e reso orgogliosa una Regione che attraverso il calcio  ha mostrato uno dei suoi tanti volti più belli.

Onore al Monza, che ritrova la Serie A dopo soltanto una stagione. Ma gli applausi più lunghi, più profondi, più sinceri vanno al Catanzaro. Perché questa stagione è stata un viaggio epico, un crescendo di emozioni, una costruzione identitaria che resterà. Una stagione che avrebbe meritato la massima serie per gioco, mentalità, coraggio e qualità. Una stagione che ha acceso un fuoco che non si spegnerà. E soprattutto perché il bello deve ancora arrivare. Con questa società, con questa visione, con questo allenatore che ci si augura possa rimanere ancora sulla panchina giallorossa, il Catanzaro non può che continuare a crescere, a costruire, a sognare. Perché quando si crea un’opera così, il futuro non è un’incognita: è una promessa.

TABELLINO

MONZA-CATANZARO 0-2

MARCATORI: 39' Felipe Jack (C), 78' Frosinini (C)

MONZA (3-4-2-1): Thiam; Birindelli, Delli Carri, Carboni (70' Lucchesi); Bakoune (75' Antov), Pessina, Colombo, Azzi; Hernani (83' Obiang), Mota Carvalho (46' Petagna); Cutrone (69' Caso). All. Bianco.

CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro (78' Koffi), Antonini, Felipe Jack (63' Frosinini); Favasuli, Petriccione, Pontisso (46' Pompetti), Di Francesco (55' Alesi); Liberali (77' D'Alessandro), Pittarello; Iemmello. All. Aquilani.

ARBITRO: Massa

AMMONITI: Pontisso (C), Frosinini (C), Birindelli (M), Koffi (C), Antov (M), Thiam (M)

ESPULSI: 

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 29 maggio 2026 alle 22:09
Autore: Rocco Calandruccio
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