Il Cosenza è arrivato al punto più delicato della sua storia recente. Non è più una questione di risultati, di singole stagioni, di episodi fortunati o sfortunati. È una questione di identità, di dignità, di sopravvivenza sportiva. Dopo oltre un decennio di gestione Guarascio, il club è intrappolato in una spirale di precarietà, improvvisazione e assenza totale di visione. E oggi, più che mai, è evidente che questa proprietà rappresenta un freno, non una guida. Il modello gestionale che ha accompagnato il Cosenza negli ultimi anni è diventato un caso di studio negativo: programmazione inesistente, scelte tecniche dettate dall’urgenza, investimenti minimi, una struttura societaria fragile, un rapporto con la piazza ormai irrimediabilmente in frantumi. Le salvezze arrivate all’ultimo respiro non sono state imprese sportive, ma campanelli d’allarme ignorati. Ogni estate è stata un’incognita, ogni mercato un rattoppo, ogni stagione un rischio.
E poi c’è il nodo più evidente: la proprietà non ha alcun senso di appartenenza verso la città e ancor meno verso i colori rossoblù. Il distacco è totale. Non c’è empatia, non c’è partecipazione, non c’è presenza. In una piazza come Cosenza, dove il calcio è identità collettiva, questo è un peccato capitale. Una società che non sente il peso della maglia che rappresenta è una società che non può guidare un club professionistico. Ma c’è un altro aspetto, ancora più grave: chi sostiene questa gestione non tutela il Cosenza, ma i propri interessi. È una dinamica che la tifoseria ha compreso da tempo. Alcune voci continuano a difendere l’indifendibile, non per amore del club, ma per convenienza personale, per mantenere rapporti, per non perdere posizioni. È un atteggiamento che non solo danneggia il Cosenza, ma mina la fiducia della comunità sportiva.
In questo scenario, anche le istituzioni locali hanno una responsabilità enorme. È arrivato il momento che smettano di essere accomodanti, di mantenere posizioni ambigue, di praticare un doppio gioco che finisce per erodere la loro stessa credibilità agli occhi degli sportivi cosentini. Il Cosenza non può essere un dossier politico, né un terreno di scambio. Chi rappresenta la città deve scegliere da che parte stare: con il club e con la sua gente, oppure con chi ne sta compromettendo il futuro. E qui sta il punto centrale: non si può più aspettare. La proprietà non è più gradita da tempo, e ogni ulteriore rinvio è un danno. Il rapporto tra Guarascio e la città è compromesso in modo definitivo. Continuare così significa condannare il Cosenza a un futuro di mediocrità, incertezza e marginalità.
Perché il Cosenza non è un’azienda privata da amministrare in solitudine. Il Cosenza è un patrimonio da difendere, un simbolo identitario che appartiene alla città, alla sua storia, alla sua gente. Non è e non sarà mai il giocattolo di chi vuole strumentalizzare una storia ultracentenaria per tornaconti personali o per mantenere posizioni di potere. Il calcio professionistico richiede competenze, investimenti, una struttura moderna, una visione chiara. Richiede una proprietà capace di costruire un progetto, non di improvvisarlo. Richiede una guida che sappia interpretare il valore della piazza, non che lo ignori. Per questo, la conclusione è inevitabile: la Cosenza calcistica deve liberarsi di Guarascio il prima possibile se vuole garantirsi un futuro solido e ambizioso. Il Cosenza deve voltare pagina. E deve farlo adesso, senza più alibi, senza più rinvii, senza più paura. Oggi come non mai, lo slogan è sempre lo stesso : "GUARASCIO VATTENE"
Altre notizie - Cosenza
Altre notizie
- 13:43 Cessione Reggina, frenata della cordata Lotito. Rizzetta rilancia
- 12:50 Catanzaro e Ciro Polito, avanti insieme fino al 2028
- 11:30 Catanzaro, Tommaso Cassandro verso il ritorno al Sud?
- 11:25 Siderno merita chiarezza, il tempo delle attese è finito
- 11:20 Il Cosenza Calcio invia una lettera al comune: " Senza lo stadio rischio mancata iscrizione"
- 07:30 Catanzaro, casting allenatore: Possanzini balza in pole
- 21:00 Cosenza, il Gruppo Rota ha presentato l'offerta: decisive le prossime 72 ore
- 19:42 Cosenza, tra gli imprenditori coinvolti da Rota c’è anche la famiglia Aiello
- 18:27 Quando la Banda Scala divenne leggenda
- 11:30 Catanzaro, Frosinini ai saluti? Due club di Serie A su di lui
- 10:40 Catanzaro, ad un passo dalla Serie A con il Bari di Polito: idea Mignani per la panchina
- 09:47 Domenico Tedesco parla della sua Calabria: "Ho un forte legame con il mio paese Bocchigliero, che amo molto".
- 07:30 Mondiali 2026, l'Italia non c'è: per Zazzaroni si deve ripartire da Catanzaro
- 20:24 Cosenza Calcio, sospesa la convenzione per l’utilizzo dello stadio Marulla
- 13:53 Cosenza, dov'è la verità?
- 13:31 RIZZETTA:" I calabresi mi piacciono, hanno il sangue bollente e vogliono vincere come il sottoscritto"
- 12:33 Catanzaro, il saluto di Alberto Aquilani
- 11:30 Dalla Locride al sogno azzurro: il comitato regionale Calabria celebra la favola di Costantino Favasuli
- 08:00 Catanzaro, è addio con Mattia Liberali: il Como prova lo sprint, ma c'è il Sassuolo
- 07:30 Catanzaro, ore decisive per il futuro di Polito: conferma o addio?
- 20:20 Situazione Reggina, arriva la secca smentita del Valmontone
- 20:10 Reggina, tifosi contro tifosi: l'infinita e inutile guerra tra poveri
- 18:00 Reggina-Rizzetta, occhi puntati sulla conferenza di domani
- 17:02 NASCE IL BOCALE BEACH SOCCER: UNA NUOVA SFIDA SOTTO IL SEGNO DELLA PASSIONE E DELL’IDENTITÀ SPORTIVA
- 13:20 Reggina, altri scenari: Lotito come il Bari, a capo degli amaranto il figlio Enrico
- 12:38 Domenico Tedesco: come un fuorisede all'università
- 12:03 Cardone (RadioSei): "Lotito-Reggina? Operazione con una forte valenza politica"
- 11:30 Aquilani progetta il suo Sassuolo: nel mirino un talento del Catanzaro (non è Liberali)
- 09:30 Reggina, Manolo Bucci nel gruppo Lotito: Carlo Susini come direttore
- 08:18 Crotone, conto alla rovescia per l'iscrizione: intanto non torna Raffaele Vrenna senior
- 07:48 Catanzaro, Liberali può partire per 6 milioni di euro: presente una clausola sul contratto
- 07:30 Non solo Galloppa e Pagliuca: per la panchina del Catanzaro spunta il nome di Possanzini
- 21:56 Locri, una voce che accende l'entusiasmo: gli amaranto verso la Promozione?
- 19:39 Catanzaro, c'è la fila per Liberali: Aquilani chiama, ma non solo in questo momento
- 18:05 Giordano contro Lotito: "Libera la Lazio, speriamo che possa andare alla Reggina"
- 15:12 Eccellenza, porte girevoli per le panchine: Deliese, Morrone e Sersale sulla scia della continuità. Il Soriano Fabrizia ha già scelto
- 14:45 Reggina, Rizzetta: "Troppo deluso per parlare, non voglio rischiare andando oltre"
- 13:06 Reggina, frenata nella trattativa con Rizzetta: spunta la cordata rappresentata da Claudio Lotito
- 12:35 UfficialeIl Catanzaro saluta Morganti, Bignotti è il nuovo dg
- 11:30 Serie B 2026-2027, ufficiali le date: il campionato del Catanzaro inizia il 22 agosto
- 11:24 Silenzio Vigor: L’Alba Che Non Arriva
- 09:28 Catanzaro, ribalta nazionale per Costantino Favasuli: la Roma ci prova
- 09:00 Binda su Rizzetta: "Il suo futuro è alla Reggina, ma per la questione multiproprietà..."
- 08:37 Catanzaro, non solo Galloppa: per la panchina contatti per Guido Pagliuca
- 07:30 Catanzaro, pista Bignotti per la dirigenza: contatti avviati per il post Morganti
- 20:00 Ascoli in Serie B, ennesima gioia per "Joker" Simone Corazza
- 17:48 Reggina, il nuovo diesse? Montervino e Quistelli gli unici profili sondati da Rizzetta
- 17:17 Nicola Bressi, il centrocampista operaio cresciuto in Calabria ed esploso al Nord
- 17:14 Stadio San Vito-Marulla, lavori incompatibili con lo svolgimento del campionato: convenzione con il Cosenza a rischio
- 17:07 AC Siderno, al via la collaborazione con la biologa nutrizionista Iole Sorgiovanni
