Alla squadra,
cari ragazzi,
sono qui a scrivere quello che penso di ciò che avete fatto.
Quando sono arrivato, dopo dodici giornate, davanti a noi c’era una montagna da scalare. Eravamo a sei punti dalla Deliese capolista, a cinque dal San Nicola Chiaravalle, con tante squadre subito dietro, pronte ad approfittare di ogni passo falso. In pochi, forse, credevano davvero che potessimo arrivare fino in fondo.
Ma io, dentro quello spogliatoio, ho visto subito qualcosa di diverso.
Ho visto uomini, prima ancora che calciatori.
Ho visto sacrificio, appartenenza, voglia di soffrire insieme e di non mollare mai.
Da quel momento abbiamo iniziato un cammino straordinario. Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, avete dimostrato cosa significa essere una vera squadra. Siamo riusciti a raggiungere la vetta della classifica, chiudendo primi a pari punti con la Deliese. Un risultato incredibile, costruito con lavoro, sudore e cuore.
Poi è arrivato lo spareggio.
La sconfitta per 1-0 ha fatto male. Tanto.
Perché quando dai tutto, perdere lascia dentro un vuoto difficile da spiegare. Ed è proprio in quei momenti che si vede davvero il valore di un gruppo.
Molte squadre sarebbero crollate.
Voi no.
Una settimana dopo siete scesi in campo contro il San Nicola Chiaravalle nella finale playoff, con il peso della delusione sulle spalle ma anche con un orgoglio immenso nel cuore. E lì avete scritto qualcosa che nessuno dimenticherà.
Avete scritto la storia di una comunità, qualcosa che nessuno era mai riuscito a fare prima.
Avete giocato una partita bellissima.
Con sacrificio.
Con coraggio.
Con anima.
Avete lottato su ogni pallone come uomini consapevoli di meritare quel traguardo. E quella vittoria per 2-1 non è stata soltanto una vittoria sportiva: è stata la dimostrazione che i gruppi veri non si arrendono davanti alle cadute, ma trovano la forza di rialzarsi ancora più forti.
La promozione in Eccellenza è il premio che vi siete meritati.
Ma ciò che porterò sempre dentro non sarà soltanto il risultato finale. Porterò con me gli sguardi nello spogliatoio, gli abbracci, le difficoltà superate insieme, la vostra disponibilità, il vostro rispetto e il senso di famiglia che avete creato ogni giorno.
Da allenatore vi ringrazio.
Da uomo vi dico che sono orgoglioso di aver condiviso questo percorso con voi.
Avete dimostrato che il talento conta, ma che senza cuore, sacrificio e umiltà non si arriva da nessuna parte. Voi, invece, siete arrivati esattamente dove meritavate di stare.
Godetevi questa promozione.
Perché dietro questa vittoria ci sono fatica, lacrime, rinunce e un gruppo che non ha mai smesso di credere.
E certe imprese restano per sempre.
Non è un addio. Sarebbe impossibile chiamarlo così.
Sarei orgoglioso di poter lavorare ancora con ognuno di voi, perché ciò che abbiamo costruito va oltre un semplice percorso sportivo.
Con stima, orgoglio e riconoscenza,
Il vostro mister
PEPPE GIOVINAZZO
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