C'è la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta, ma al triplice fischio resta inevitabilmente l'amaro in bocca. Il Catanzaro visto contro il Padova raccoglie meno di quanto semina, sbattendo contro la legge non scritta del calcio: se non chiudi le partite, rischi di pagare dazio alla prima disattenzione. Finisce in pareggio, un 1-1 che muove la classifica ma lascia al tecnico Michele Mignani un carico di rimpianti per i due punti lasciati per strada. Per larghi tratti della sfida, il Catanzaro in campo è la proiezione esatta delle richieste del suo allenatore. Nei primi quarantacinque minuti si assiste a una delle migliori versioni stagionali dei giallorossi: manovra fluida, grande personalità nel palleggio e un'organizzazione tattica che soffoca sul nascere le idee del Padova dell'ex Nicola Calabro. La squadra gira a memoria, ritrova certezze tecniche e la sfrontatezza necessaria per tentare la giocata senza paura.

La superiorità territoriale trova logica e meritata conseguenza al 28': a sbloccare il match ci pensa Dorval, lesto a raccogliere un pallone vagante in area e a fulminare Sorrentino con un sinistro chirurgico. È il manifesto di un dominio che avrebbe potuto e dovuto fruttare un margine di vantaggio più cospicuo prima dell'intervallo.Nella ripresa il copione non cambia radicalmente, con i calabresi che provano a condurre le danze alla ricerca del colpo del kappaò. Ma è qui che emerge il limite da correggere: la mancata stoccata per chiudere la pratica. E il Padova, cinico e sornione, punisce l'unica vera distrazione. Al 66', alla prima palla gol nitida della sua partita, la formazione veneta trova il pari: cross di Capelli e inserimento vincente di Varas, che da pochi passi beffa Pigliacelli indirizzando la sfera sul palo lontano. Un colpo da k.o. evitato dai biancoscudati e, di riflesso, subito psicologicamente dai padroni di casa, incapaci nel finale di trovare la stoccata risolutiva.

Due pareggi in rapida successione per Mignani in questo avvio di gestione rappresentano un bottino stretto per il volume di gioco espresso, ma offrono indizi preziosi. Il tour de force è archiviato, e ora l'allenatore avrà finalmente l'opportunità di lavorare con continuità e serenità durante la settimana in vista della stimolante e dal sapore amarcord sfida contro il suo ex Cesena.La classifica resta complicata e impone un cambio di passo immediato, ma la prestazione odierna dimostra che la cura Mignani sta producendo anticorpi importanti. Il Catanzaro c'è, sa come giocare a calcio e ha ritrovato un'anima. Ora serve il coraggio di concretizzare: fiducia e lavoro sono gli unici alleati per dare la svolta definitiva a una stagione ancora tutta da scrivere.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 31 ottobre 2026 alle 19:41
Autore: Rocco Calandruccio
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