Il rullo compressore ammirato nelle prime cinque giornate di campionato sembra essersi inceppato. Il pareggio rimediato dalla Reggina sul campo di Favara certifica un momento di flessione e apre ufficialmente la riflessione sul percorso della squadra guidata da Marco Marchionni. Non è soltanto una questione di centimetri o di episodi sfortunati, quanto piuttosto la sensazione che gli amaranto abbiano smarrito quella feroce superiorità tecnica e mentale che aveva stordito gli avversari in avvio di stagione.
La trasferta del "Brucculeri" ha ribadito una legge non scritta del calcio dilettantistico e, in particolare, di un girone ostico come questo: la Reggina, per blasone e storia, rappresenta il "bersaglio grosso" per chiunque. Ogni formazione che scende in campo contro gli amaranto raddoppia le energie, alimentata da motivazioni straordinarie. Ecco perché i nomi altisonanti, sulla carta, non portano punti se all'appello manca la giusta cattiveria agonistica. Senza il "coltello tra i denti", fare risultato diventa un'impresa complessa contro qualsiasi avversario.
La classifica, d'altronde, parla chiaro e non ammette equivoci: il primato in coabitazione con il Sambiase, unito alla marcia ravvicinata della Vibonese, restituisce la fotografia di un torneo estremamente equilibrato e aperto a ogni soluzione. La vetta non è più un monologo, ma un affare da custodire con la massima attenzione. Tocca agli amaranto dimostrare di essere i veri padroni del proprio destino, ritrovando quella continuità di rendimento che fin qui è mancata.
Nel frattempo, la settimana precedente alla sfida in terra siciliana è stata inevitabilmente segnata anche dalle dinamiche di mercato e di spogliatoio, con il cosiddetto "caso Girasole". Il difensore reggino, chiuso nelle gerarchie di Marchionni e desideroso di trovare quello spazio che legittimamente inseguiva, ha chiesto di essere liberato. L' arrivo dell'ex Nissa Bruno, sancisce l'addio del difensore reggino. Una separazione a malincuore per un ragazzo di Reggio che sognava di essere un pilastro della Reggina del futuro, ma che conferma come, di fronte a un obiettivo di categoria superiore da centrare a tutti i costi, il bene collettivo debba necessariamente sovrastare le vicende dei singoli. A Domenico Girasole vanno riconosciuti impegno e professionalità, mentre la squadra volta pagina.
Il banco di prova è adesso immediatissimo. Domenica, tra le mura amiche del "Granillo", arriverà il Ragusa penultimo in classifica. Sulla carta un impegno ampiamente alla portata, ma che si tramuta nella classica "trappola" stagionale. La classifica dei siciliani non deve trarre in inganno: la Reggina non può permettersi cali di tensione o di sottovalutare l'avversario.
Serve una reazione d'orgoglio e di forza. Le pretendenti alla promozione stanno prendendo le misure a una squadra che appare decisamente meno imbattuta e imbattibile rispetto a poche settimane fa. La maturità passa da qui: cancellare le amnesie, ritrovare la fame di vittoria e riprendere a correre. Perché il tempo delle promesse è finito, e il campo esige risposte definitive.

Sezione: Reggina / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 09:26
Autore: Rocco Calandruccio
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