Il pareggio contro la Polisportiva Melitese lascia all’Africo la consapevolezza di aver disputato una gara dai due volti. Dopo una prima frazione di gioco caratterizzata da qualche difficoltà, la formazione ospite ha alzato il ritmo nella ripresa, prendendo in mano le redini della partita e andando alla ricerca della vittoria. Un risultato che, secondo il capitano Salvatore Favasuli, sta stretto alla sua squadra.

Capitano, che partita è stata contro la Polisportiva Melitese? Un pareggio che, alla fine, non accontenta pienamente nessuno?

«Nel primo tempo abbiamo faticato a trovare le misure. Siamo partiti contratti e non siamo riusciti a esprimerci come sappiamo. Nel secondo tempo, invece, abbiamo cambiato completamente passo, dominato il gioco, creato occasioni a ripetizione e chiuso la Polisportiva Melitese nella propria trequarti. La verità è che, per quello che si è visto nei secondi quarantacinque minuti, meritavamo ampiamente i tre punti e la vittoria. È un pareggio che ci sta stretto: dovevamo vincere».

Sei andato a segno e hai dato il tuo contributo alla squadra. Cosa ti aspetti da qui in avanti?

«Sono davvero felice di aver segnato per la squadra. Da qui in avanti mi aspetto che continueremo a dare il massimo. L'obiettivo è chiaro: dobbiamo unire le forze e dare tutto in campo per arrivare in cima, tutti insieme».

La stagione è ancora lunga e l'Africo vuole continuare a crescere, cercando di trasformare le buone prestazioni in risultati concreti. Le parole del capitano trasmettono fiducia e determinazione: il gruppo è chiamato a lavorare con unità d'intenti, mettendo le ambizioni collettive davanti a tutto.
Il pareggio contro la Polisportiva Melitese lascia qualche rimpianto, soprattutto per quanto prodotto nella ripresa, ma rappresenta anche un punto da cui ripartire. Per continuare a essere competitivi serviranno continuità, concretezza sotto porta e la capacità di mantenere per tutti i novanta minuti l'intensità mostrata nel secondo tempo.


Domenico Tripodi

Sezione: Promozione / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 18:52
Autore: Domenico Tripodi
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