Doveva essere la gara del riscatto e della continuità dopo il sofferto pareggio di Verona. Si è trasformata invece in una delle pagine più buie della storia recente del Catanzaro. Davanti al pubblico amico del "Ceravolo", i giallorossi crollano sotto i colpi di un inarrestabile Ascoli firmato mister Tomei, incassando un perentorio e umiliante 6-1. Un passivo pesante che certifica l'ultimo posto solitario in classifica e spalanca ufficialmente le porte alla crisi, mettendo ai titoli di coda l'avventura in panchina di Giorgio Gorgone.Il match si era pure aperto sotto un buon auspicio: al 18' è Koffi a trovare la zampata che porta in vantaggio i padroni di casa. Una gioia effimera, durata appena centoventi secondi. La reazione dell'Ascoli è un uragano che spazza via ogni certezza giallorossa, mettendo a nudo una fase difensiva imbarazzante, in particolare sulle palle inattive: 20' – Gori svetta di testa da corner e fa 1-1.Acampora firma il sorpasso con un gran tiro dal limite.Gattoni punisce ancora la distratta retroguardia di casa, sempre dagli sviluppi di un calcio d'angolo.Corradini prima dell'intervallo cala il poker, mandando le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 1-4 tra i fischi del pubblico.

Chi si aspettava una reazione d'orgoglio nella seconda frazione è rimasto deluso. L'Ascoli continua a palleggiare a memoria e dilaga: Milanese cala la cinquina e poi Gori completa la sua doppietta personale, fissando il tabellone su un incredibile 1-6.Al triplice fischio resta il ritratto di una squadra completamente involuta. Il Catanzaro oggi è questo: difesa fragile, centrocampo inconsistente e attacco sterile. Ma soprattutto una squadra priva di anima e di mordente.Nelle prossime ore sono attese le comunicazioni ufficiali del club. La panchina di Gorgone è ormai saltata, con il nome di Fabrizio Castori fortemente indiziato per rilevare la guida tecnica. Tuttavia, l'eventuale avvicendamento in panchina non deve diventare un alibi: le responsabilità principali di questo disastro ricadono su una società che ha il dovere di metterci la faccia e spiegare ai tifosi come intenda uscire da questo tunnel.Non c'è più tempo per i processi lunghi. La trasferta di Benevento è già alle porte e da qui alla fine del campionato ogni singola partita dovrà essere considerata una finale. In palio c'è la sopravvivenza in Serie B, un patrimonio che la piazza non può permettersi di perdere.

Sezione: Catanzaro / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 19:22
Autore: Rocco Calandruccio
vedi letture