Dopo il pesante 1-3 contro il Mantova, le Aquile cercano una reazione immediata al Bentegodi. La società conferma la fiducia al tecnico, ma con appena tre punti in classifica il tempo degli alibi sembra finito. E se dovesse arrivare un altro passo falso, si riaprirebbe lo scenario di un ritorno di Fabio Caserta?

Ci sono partite che valgono tre punti e altre che possono cambiare il destino di un'intera stagione. Verona-Catanzaro, in programma questa sera, rischia di appartenere alla seconda categoria.

La sconfitta interna contro il Mantova ha lasciato ferite profonde, non soltanto per il risultato, ma soprattutto per una prestazione che ha alimentato dubbi e preoccupazioni. Il 3-1 del Ceravolo ha rappresentato l'ennesimo campanello d'allarme di un avvio di campionato decisamente al di sotto delle aspettative.

I numeri non fanno sconti. Dopo sei giornate, il Catanzaro è fermo a quota tre punti, con una sola vittoria e ben cinque sconfitte. Una situazione che colloca le Aquile al diciottesimo posto, in piena zona retrocessione.

Una classifica che parla chiaro e che non può essere ignorata dietro giustificazioni, attenuanti o promesse di riscatto.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: il Catanzaro è davvero soltanto una squadra in difficoltà oppure c'è qualcosa di più profondo da correggere?

La rosa è stata costruita per affrontare un campionato competitivo, la piazza ha ambizioni importanti e la tifoseria non può certo accontentarsi di vedere la propria squadra arrancare nelle ultime posizioni.

Contro il Mantova ci si aspettava una svolta dopo la sosta. È arrivata, invece, un'altra delusione. E adesso non basta più parlare di reazione: bisogna dimostrarla sul campo.

La società ha scelto di rinnovare la fiducia a Gorgone, concedendogli un'altra opportunità per invertire la rotta. Una decisione che va rispettata, ma che inevitabilmente porta con sé una responsabilità enorme.

Perché confermare un allenatore significa anche metterlo nelle condizioni di lavorare, ma significa soprattutto aspettarsi risposte concrete.

A Verona serviranno carattere, organizzazione, personalità e una squadra capace di lottare su ogni pallone. Non basterà una buona mezz'ora, non basterà una reazione tardiva e non basterà uscire dal campo con la sensazione di averci provato.

Gorgone deve dimostrare di avere ancora il controllo della situazione e di poter trascinare il Catanzaro fuori dalla crisi.

La fiducia della società è un punto di partenza, non un risultato acquisito. E con una classifica così deficitaria, ogni altra battuta d'arresto rischierebbe di rendere il quadro ancora più complicato.

Ed eccoci al punto più caldo della questione.

Se il Catanzaro dovesse uscire sconfitto anche dal Bentegodi, sarebbe ancora giusto proseguire con Gorgone oppure la società dovrebbe iniziare a valutare alternative?

È qui che entra in gioco un nome capace di accendere immediatamente il dibattito tra i tifosi: Fabio Caserta.

Il tecnico di Melito di Porto Salvo conosce già l'ambiente giallorosso e ha guidato il Catanzaro nella stagione 2024-2025, raggiungendo il sesto posto in regular season e la semifinale playoff.

Un eventuale ritorno rappresenterebbe una scelta carica di significati: da una parte la conoscenza della piazza e del campionato, dall'altra il rischio di ripartire da una soluzione già sperimentata.

Naturalmente, non risultano conferme ufficiali di una trattativa per riportare Caserta sulla panchina giallorossa. Al momento si tratta esclusivamente di una suggestione giornalistica.

Ma la provocazione resta: se il progetto attuale non dovesse decollare, perché non prendere in considerazione anche questa possibilità?

Caserta potrebbe essere l'uomo giusto per rilanciare le Aquile oppure il Catanzaro dovrebbe guardare altrove?

La sfida contro il Verona rappresenta un passaggio fondamentale per il presente e per il futuro del Catanzaro. Servono punti, ma serve soprattutto una prestazione capace di restituire fiducia a un ambiente che comincia legittimamente a interrogarsi.

Gorgone ha ancora la possibilità di cambiare la narrazione di questo inizio di stagione. Una vittoria potrebbe riaprire il discorso, restituire entusiasmo e allontanare, almeno temporaneamente, le voci sulla panchina.

Un'altra sconfitta, invece, rischierebbe di trasformare la fiducia in una questione sempre più difficile da sostenere.

La società ha scelto la continuità. Adesso tocca alla squadra e al suo allenatore dimostrare che quella decisione può rivelarsi corretta.

Perché nel calcio si può perdere, ma quando le sconfitte diventano troppe e la classifica precipita, le domande diventano inevitabili.

Domenico Tripodi

© foto di Giuseppe Scialla
Sezione: Catanzaro / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 09:16
Autore: Domenico Tripodi
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