Il Catanzaro ci ha provato fino alla fine a non sconfessare la scelta estiva di affidare la panchina a Giorgio Gorgone, eppure il tecnico ex Pescara era la seconda scelta dei giallorossi dopo aver corteggiato a lungo Marco Turati fino al passo indietro dell'attuale tecnico dello Spezia. Il nuovo corso è partito, nonostante i numerosi addii di quei calciatori che sono stati grandi protagonisti della Serie A sfiorata. Un cammino cominciato con la sconfitta in Coppa Italia con il Sudtirol e quella in rimonta alla prima di campionato contro il Vicenza.

La squadra e il gioco dello scorso anno sembrano un lontano ricordo, ma prima della sosta era arrivata la sconfitta contro la Sampdoria che aveva aperto ad un possibile esonero di Gorgone così da consentire al nuovo allenatore di avere tutta la sosta a disposizione per prendere confidenza con il gruppo. Ma si è deciso di andare avanti con Gorgone, anche dopo la pesante sconfitta con il Mantova e il pari con l'Hellas. La debacle interna con l'Ascoli ha spazzato via i dubbi, cambio in panchina e l'arrivo di Michele Mignani che già ha lavorato benissimo con Polito a Bari.

Il Catanzaro ci ha provato come detto a non sconfessare il primo progetto, ma adesso quel ritardo nelle scelte ha portato a dei risultati che hanno complicato ancora di più il cammino dei giallorossi. Ora è tutto nelle mani di Mignani che dovrà ridare autostima ed entusiasmo ad una squadra troppo arrendevole in campo e lontana parente di quel Catanzaro che negli ultimi anni in Serie B ha sempre impressionato per gioco e fame di risultati. 

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TCC
vedi letture