Il Cosenza cambia pelle, ma non cambia natura. L’abolizione dell’amministratore unico e la nascita del nuovo CdA sembrano, a prima vista, un gesto di modernizzazione societaria. In realtà è un’operazione chirurgica di superficie: si ritocca la forma per blindare la sostanza. Rita Rachele Scalise passa da amministratore unico a presidente del Consiglio d’Amministrazione, Luigi Micheli rientra in scena dopo mesi di silenzio, l’avvocato Francesco Caputo consolida il legame con Eugenio Guarascio, che resta presidente onorario e continua a essere il vero centro gravitazionale del club.Il messaggio politico è chiaro: il potere non si cede, si redistribuisce tra fedelissimi. Il Cosenza non inaugura una nuova Era, ma rafforza la precedente. È la logica del palazzo: quando il vento chiede cambiamento, si risponde con una ristrutturazione interna che rassicura gli osservatori senza spostare davvero gli equilibri. Una mossa che ricorda la politica di lungo corso, quella che preferisce la continuità controllata alla rivoluzione. Sul piano sportivo si continua ad improvvisare, confermando come questi soggetti al timone della società siano del tutto inadeguati e la speranza di tutta la tifoseria è quella di vederli il prima possibile lontani da Cosenza.

Sezione: Cosenza / Data: Mer 26 agosto 2026 alle 14:05
Autore: Rocco Calandruccio
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