La Reggina si appresta a mostrarsi per la prima volta davanti alla città il 28 agosto a partire dalle 21:30 all'Arena dello Stretto "Ciccio Franco" durante la "Festa Amaranto", iniziativa condotta dal giornalista TG1 Leonardo Metalli, con la partecipazione di Raffaello Di Pietro - autore dell'inno "Vai Reggina"- e la sfilata di prima squadra e dirigenti. Un evento nato su impulso di un accordo di partenariato tra il Comune, la Città Metropolitana e il club sportivo.
Se da un lato c'è chi attende la serata per ragioni di tifo e di svago, dall'altro l'iniziativa riaccende un dibattito etico e finanziario mai sedato: è tollerabile che le casse pubbliche sostengano la logistica, i service e le passerelle di una società privata in un territorio gravato da pesanti carenze nei servizi primari?

COSA DICONO LE DETERMINE RELATIVE ALLA MANIFESTAZIONE

Nelle carte la collaborazione si trasforma in un impegno di spesa ben preciso. In base alle Determine Dirigenziali e alle delibere pubblicate dagli enti locali, la Città Metropolitana di Reggio Calabria interviene facendosi carico della copertura economica per le infrastrutture tecniche dell'evento: dal noleggio e montaggio di maxischermi LED alla fornitura del service audio-luci.

Inoltre, la copertura con denaro pubblico si estende anche al programma artistico, con il finanziamento dei cachet previsti per gli ospiti di spettacolo, compresi i rimborsi per trasporti, vitto e alloggio del conduttore e dei performer. Alla società sportiva spetta invece il compito di portare la squadra e il proprio marchio sul palco.

E' DAVVERO IL CASO DI UTILIZZARE I SOLDI DEI CONTRIBUENTI PER UNA MANIFESTAZIONE DI QUESTO TIPO?

Per i residenti che quotidianamente fanno i conti con la carenza idrica nelle condotte, la manutenzione stradale ai minimi termini, la gestione dei rifiuti a singhiozzo e la pressione fiscale locale tra le più elevate d'Italia, l'impiego di risorse pubbliche per un galà calcistico appare come una nota stonata.
Diversi - attenti - osservatori sottolineano come la Reggina sia un soggetto privato, seppur grande amore dei reggini. Demandare agli enti locali la copertura dei costi tecnici e degli allestimenti per l'avvio della campagna tesseramenti si traduce in un sostegno indiretto che mal si concilia con i sacrifici chiesti ai contribuenti reggini. La domanda che ci si pone - da abitanti della città ma anche da reggini fuori sede - rimane la stessa: la priorità di una città in affanno dev'essere la passerella o la riparazione della buca sotto casa?

UNA DOVEROSA PRECISAZIONE EDITORIALE

Questa riflessione non nasce da contrapposizioni politiche né intende scalfire il valore che la Reggina rappresenta per l'intera città e regione.
Questa testata fa della buona e veritiera informazione la sua caratteristica principale: la nostra redazione non risponde a schieramenti di partito né a logiche di faziosità, ma pone al centro unicamente l'interesse pubblico, il benessere dei cittadini reggini e calabresi e il rispetto per la storia sportiva.

I colori amaranto appartengono al patrimonio collettivo, ma proprio per questo non dovrebbero essere strumentalizzati o associati a gestioni amministrative, di nessun orientamento. Reggio Calabria è una realtà complessa, ferita da anni di trascuratezza; fare informazione corretta significa anche chiedere la massima trasparenza nell'impiego del denaro dei contribuenti. La domanda resta dunque aperta: in una città in perenne affanno, la priorità deve rimanere la passerella sul palcoscenico o la garanzia dei servizi di tutti i giorni?

Sezione: Reggina / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 07:00
Autore: Luigi Martino
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