Il Menti si prepara a una sera di frizione, di nervi tesi, di identità da difendere. Vicenza–Catanzaro non è solo una sfida di campionato, ma un incrocio tra ambizioni che non vogliono rallentare e certezze che devono essere confermate.Il Lane arriva con un 3-5-2 che profuma di pragmatismo: Gagno tra i pali, Cuomo–Leverbe–Sandon a blindare l’area, Pietrelli e Costa sugli esterni per dare ampiezza e gamba. In mezzo Zonta, Carraro e Valoti formano un triangolo di sostanza e geometrie, mentre davanti Morra e Moncini promettono una serata di sportellate, sponde e lotta continua. Gallo non cambia pelle: vuole densità, vuole ritmo, vuole che il Catanzaro non respiri.

Dall’altra parte, Gorgone risponde con il manifesto tattico che ha reso il Catanzaro riconoscibile ovunque: 3-4-2-1, Pigliacelli a guidare la linea, Ruggero–Antonini–Verrengia a costruire dal basso, Candela e D’Alessandro a spingere come pistoni. Mosti e Petriccione sono il metronomo, mentre Buso e Alesi, i due trequartisti, sono la vera minaccia: mobilità, fantasia, tagli che aprono crepe. E davanti, ovviamente, Iemmello: un riferimento, un faro, un uomo che trasforma una mezza occasione in una sentenza.

La partita si giocherà lì, nel cuore del campo: il Vicenza proverà a sporcare ogni linea di passaggio, a rendere la serata un corpo a corpo continuo; il Catanzaro cercherà invece di far emergere la qualità, di trovare quei corridoi invisibili che i suoi interpreti sanno leggere meglio di chiunque. Moncini è l’uomo chiave per il Lane: se riesce a far salire la squadra, la gara cambia volto. Iemmello, invece, non ha bisogno di presentazioni: basta una palla pulita per ribaltare tutto. Il Menti attende. Le due squadre pure. E questa sfida, già prima del fischio, ha il profumo delle partite che contano.

Sezione: Catanzaro / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 17:11
Autore: Rocco Calandruccio
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