È l'allenamento che forma la conoscenza ed è l'esperienza che solca una linea tra il professionismo e il dilettantismo. Una strada intrapresa tanto tempo fa e mai abbandonata, raggiungendo lidi che da giovani sembravano timidi miraggi e che ora, invece, sono lì a formare un mondo fatto di perseveranza e dedizione: stiamo parlando del mondo del preparatore atletico vibonese Giuseppe Macrì. Una figura indubbiamente nota al calcio calabrese, soprattutto per ciò che ha dato al calcio professionistico, peraltro con risultati soddisfacenti.
Dall'Eccellenza alla Serie A, per un percorso durato quasi un trentennio Giuseppe Macrì correva l'anno 1998 quando iniziò la carriera con il Capo Vaticano nel campionato di Eccellenza. Quattro anni dove ha vissuto belle stagioni di vertice, culminate con i play off». Nell'estate del 2002 il primo significativo salto in seguito ha accettato l'offerta della Rosarnese, militante nel campionato di Serie D, con grande entusiasmo e voglia di andare avanti e dove ha trascorso tre anni di grandi vittorie e di campionati vissuti al vertice tra quarti e quinti posti».
Dunque il riconoscimento della sua competenza e passione in tale ruolo, si alza a partire dalla stagione 2006/07, quando cioè sposa il progetto Vibonese in Lega Pro. La definitiva consacrazione però arriva tre anni dopo, nella stagione 2009/10, con le giovanili del Brescia che in quell'anno militava on Serie A. Dal 2010 al 2014, poi, la chiamata della Vigor Lamezia sempre in Lega Pro: «La mia prima esperienza, seppur indiretta, in Serie A è stata con l'Under 17 del Brescia con cui però sono stato solo sei mesi per motivi lavorativi che mi hanno riportato in Calabria. Proprio al ritorno nella sua terra è arrivata la chiamata della Vigor Lamezia, allora militante in Lega Pro e allenata da mister Massimo Costantino, con la quale ha intrapreso inizialmente l'esperienza con il settore giovanile e successivamente è stato per sei anni nello staff della prima squadra».
Significative anche le esperienze con Reggina, Cosenza e con la Vibonese dell'era Massimo Mariotto come direttore sportivo. Proprio con la Vibonese, Giuseppe Macrì perse uno spareggio play off quando militava nelle fila del Sapri.
Il cammino di Macrì però prosegue sempre più in alto, e stavolta è il Crotone a beneficiare della sua competenza.
Nella squadra pitagorica l'esperto mister vibonese rimane per sei anni dove assapora (sempre come responsabile del settore giovanile) la Serie A. Con il club della famiglia Vrenna ha guidato l'Under 17 e poi la Primavera, e alla guida della prima squadra c'era mister Lomonaco successivamente sempre con i pitagorici più volte ha avuto il piacere di collaborare con la prima squadra, prima con mister Davide Nicola e poi Walter Zenga.
Macri poi grazie alla consolidata amicizia con Mister Gatto nelle giovanili della Vigor Lamezia lavorano insieme alla Primavera del Cosenza, in seguito al Messina in Serie C approdando alla quart’ultima giornata in piena zona retrocessione e conquistando miracolosamente le finale play out ma perdendola pur avendo compiuto impresa davvero impossibile. Nella passata stagione nuovamente al Cosenza nel campionato Primavera 2 conquistano una salvezza meritatissima oltre che il lancio in prima squadra di numerosi calciatori che grazie al loro lavoro sono stati valorizzati.
Seppur non in maniera continuativa e diretta, Giuseppe Macrì può comunque dire di aver assaporato la Serie A ed ecco le sensazioni che gli ha lasciato: «A parte l'emozione unica, il massimo campionato nazionale ti fa solo incrementare la passione e la voglia perché quando lavori nei professionisti, a furia di imparare diventi anche tu un professionista e trovi cose che nel dilettantismo non ci sono, come la cura nella gestione, l'attrezzatura e il clima che è completamente diverso. Da lì impari tante cose che poi sfrutti nel tuo percorso».
Prestanza fisica e soprattutto linfa mentale, già perché oltre a essere un preparatore atletico, Giuseppe Macrì è anche uno psicologo sportivo: "Ci metto anima e corpo in quello che faccio, e alcuni mi dicono anche che esagero, ma il compito di un preparatore atletico è delicato. Macrì è un validissimo menthal training e cura soprattutto il recupero infortuni. Oltre a quella in Scienze Motorie ho anche una laurea in Psicologia e dunque curo anche l'aspetto mentale ed emotivo. Tra le fasi più delicate c'è quella dell'infortunio, dal momento che quest'ultimo non si deve solo superare fisicamente ma anche mentalmente. Molti giocatori risultano essere bloccati, perché hanno paura di una ricaduta ed è lì che si verifica la lesione mentale, quella cioè del tormento interiore e dove il calciatore si chiede tante cose attraverso un pensiero velocizzato. Ed è proprio qui che subentriamo noi per cercare di far superare questo blocco".
Si parla di un suo ingresso nello staff tecnico della prima squadra del patron Claudio Lotito, e potrebbe presto approdare in riva allo Stretto per dare ancora di più aggiunta di professionalità vista la sua lunga esperienza nel mondo del calcio.

Sezione: Reggina / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 18:32 / Fonte: A cura della Redazione di TuttoCalcioCalabria
Autore: Rocco Calandruccio
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