Un anno dopo, - purtroppo - la storia si ripete. Stessi ritardi, stesse lacune di organico, stesso scenario d'incertezza alla vigilia dei primi impegni ufficiali. Eppure, a respirare l'aria di Reggio Calabria, la percezione generale sembra radicalmente cambiata. Se la gestione del trio Ballarino-Brunetti (quest'ultimo ex sindaco dell'amministrazione di centrosinistra che aveva affidato al primo il titolo sportivo) è stata accompagnata da tre anni di contestazioni, critiche aspre e dal fallimento dell'obiettivo di riportare la Reggina tra i professionisti, la nuova era firmata Claudio Lotito gode per ora di una singolare "scorta d'immunità".

DA UN VERSANTE ALL'ALTRO, QUANDO LA POLITICA ED IL PALLONE SI INCROCIANO, ANCHE SE NON DOVREBBERO

Il passaggio di testimone non è stato solo societario, ma marcatamente politico. Così come Ballarino fu la scelta dell'amministrazione di centrosinistra, l'approdo del senatore di Forza Italia Claudio Lotito è stato caldeggiato ed esaltato dal fronte di centrodestra guidato dal primo cittadino Francesco Cannizzaro e sostenuto dall'asse regionale targato Roberto Occhiuto.

Un cambio di rotta istituzionale che ha trascinato con sé anche il giudizio della piazza. Ciò che con Ballarino era considerato inaccettabile – ritardi organizzativi, trattative a rilento e programmazione ridotta all'ultimo minuto – con la nuova proprietà a trazione parlamentare viene bollato come semplice "fase di transizione" o coperto da un velo di benevola indulgente attesa.

ROSA INCOMPLETA A POCO PIÙ DI UNA SETTIMANA DALLA PRIMA USCITA UFFICIALE

Guardando però alla realtà del campo, i fatti raccontano una situazione d'emergenza che non differisce da quelle del passato. Mancano dodici giorni esatti alla prima gara ufficiale della stagione e il cantiere amaranto è ancora apertissimo. Alla rosa a disposizione di mister Marchionni almeno cinque o sei elementi chiave per poter ambire a un campionato di vertice, tra cui – nota ancora più di rilievo – due attaccanti di categoria in grado di garantire le reti necessarie al salto di qualità.

Le critiche, tuttavia, tardano ad arrivare. L'effetto "nome pesante" e la sponda politica del governo locale sembrano aver anestetizzato il tifo, disposto a perdonare a Lotito gli stessi identici errori che a Ballarino sono costati una costante gogna mediatica e di piazza.

Se per la tifoseria e le istituzioni conta solo chi siede al comando, per il campo da gioco valgano solo i risultati e la bontà della rosa. La nuova Reggina parte con le medesime incognite del recente e amaro passato, ma con una pressione palesemente dimezzata. Resta da capire quanto durerà questo credito illimitato di fronte all'inesorabile verdetto del pallone.

Sezione: Reggina / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 08:00
Autore: Luigi Martino
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