Pietro Iemmello si presenta davanti alle telecamere con la postura di chi non accetta scuse. L’eliminazione ai rigori? Un rumore di fondo. Il capitano del Catanzaro ribalta la serata, prende la scena, mette un marchio pesante sulla vigilia del campionato: la squadra è viva, la squadra risponde, la squadra non si piega.

Nella notte di Coppa Italia, mentre il Sudtirol festeggia, lui sceglie la strada dei leader: proteggere il gruppo, blindare l’ambiente, trasformare una sconfitta in un messaggio di forza. È il gesto che separa i capitani dai giocatori.

Iemmello parla di “ottima partita”, e non è una frase di circostanza. È una sentenza. Dice che il Catanzaro ha rispettato il piano gara, che la prima uscita stagionale è sempre un’incognita, ma che la squadra ha mostrato identità, ordine, applicazione. Il suo gol è solo la firma sotto una prestazione che lui considera positiva, nonostante l’amarezza dei rigori.

Poi arriva la parte che pesa: fiducia, non paura. Il capitano non nasconde i margini di crescita, sa che arriveranno altri giocatori, che il livello salirà. Ma indica la direzione: non farsi trascinare dal risultato, non confondere un episodio con un giudizio, non perdere convinzione proprio adesso, quando si costruisce la stagione.

La prima pagina è sua perché serve qualcuno che dica che il Catanzaro è dentro il progetto, che la squadra ha basi solide, che la Coppa Italia è stato solo un test. Serve qualcuno che tenga l’ambiente compatto. Serve qualcuno che parli quando serve, non quando conviene.

Iemmello lo fa. E lo fa da capitano.

Il campionato è la vera arena. La scossa è arrivata. Il Catanzaro esce dalla Coppa con un messaggio forte, firmato dal suo leader: siamo pronti a combattere.

Sezione: Catanzaro / Data: Dom 16 agosto 2026 alle 17:43
Autore: Rocco Calandruccio
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