Ai microfoni di TuttoCalcioCalabria ecco Pierpaolo Bisoli, tecnico esperto e preparato, protagonista nella stagione 2021/2022 di una salvezza clamorosa alla guida del Cosenza, che nel doppio spareggio con il Vicenza riuscì a centrare la permanenza in Serie B. In attesa della chiamata giusta, il tecnico romagnolo osserva con interesse tutto ciò che succede nei vari campionati, tra questi la Lega Pro, dove a suo avviso Cosenza e Crotone stanno disputando una buona stagione. Secondo Bisoli, andrebbe rivisto anche il format del campionato di Lega Pro, in particolare lo svolgimento dei play off che vede un sovrannumero di squadre partecipanti.
Mister, anche in Lega Pro stiamo per entrare nella fase cruciale della stagione. Come valuta il cammino di Cosenza e Crotone?
" Direi abbastanza bene. Il Cosenza sta facendo un ottimo campionato, in un girone difficile e competitivo. Dispiace vedere il San Vito Marulla vuoto, ma se il pubblico decidesse di tornare sugli spalti può essere determinante ai play off. Un pò come avvenne quando c'ero io, i tifosi ci diedero una spinta incredibile che ci permise di centrare la salvezza. Riguardo il Crotone, ritengo che stia facendo un campionato in linea con i loro obiettivi, mostrando un bel gioco e una certa solidità".
Secondo lei, se il Cosenza non avesse fatto partire a gennaio elementi importanti avrebbe potuto lottare per il primato?
"Il Cosenza aveva iniziato questa stagione con una rosa importante, composta da giocatori di categoria superiore e giovani interessanti, dei quali ne conosco alcuni. Sicuramente se non fossero partiti quei giocatori che sono stati determinanti nella prima parte di stagione, la squadra avrebbe potuto dire la sua nella lotta al primato. Purtroppo il mercato di gennaio è imprevedibile e ti obbliga anche a dover cedere pezzi pregiati, ma nonostante ciò il mister è stato molto bravo nel trovare la giusta quadra e consentire al Cosenza di essere protagonista anche nel girone di ritorno".
A proposito del mercato di gennaio, il Crotone sembra averne avuto beneficio nonostante l'addio di giocatori importanti, sostituiti da elementi non dal nome non altisonante, ma di certo funzionali alla causa. E' d'accordo?
"Nel calcio, ma ancor di più in Lega Pro la differenza la fanno più i giocatori funzionali anziché i grandi nomi. La società ha fatto una scelta coraggiosa che sta dando i suoi frutti, oltre tutto migliorando il rendimento della squadra rispetto al girone d'andata. E' un Crotone che in questi play off può essere protagonista".
A proposito di play off, le convince questo format che da anni coinvolge tante squadre?
"Non lo condivido, non mi piace, perchè lo ritengo poco meritocratico. Tornerei al vecchio sistema, quando l'accesso ai play off era garantito per le formazioni classificate dal secondo al quinto posto. In questo modo privilegi chi ha sempre navigato nelle zone medio basse della classifica di trovarsi incredibilmente a giocarsi gli spareggi promozione, penalizzando chi ha disputato una stagione tra i primi posti. Il paradosso è che vengono penalizzate le prime della graduatoria, costrette a dover star ferme per diverse settimane e spezzando di conseguenza il ritmo partita. Sappiamo bene che star fermi per diverso tempo è uno svantaggio rispetto a chi gioca con più continuità, un fattore che incide notevolmente, soprattutto se ti stai giocando la promozione in cadetteria. L'aspetto psicofisico è fondamentale in questo tipo di gare, serve però mantenere la confidenza con la partita se si vuole tenere alta la pressione ".
Magari si potrebbe rivedere tutto se facessero la famosa riforma dei campionati. Non crede?
"Assolutamente, questa Lega Pro non è per nulla sostenibile. Sono troppe 60 squadre suddivise in tre gironi, tenendo conto dei pochi introiti rispetto ai costi che le società devono affrontare. La Lega Pro ad oggi possono permettersela in pochi, tranne quelle società che hanno proprietà forti e un bacino d'utenza importante. Le altre fanno veramente fatica, come dimostrano società con penalità in corso d'opera o altre che nemmeno riescono a finire la stagione. Servono riforme immediate e ben fatte, perché la Lega Pro rappresenta un patrimonio importante per il calcio italiano. Non sarebbe male tornare ai due gironi e ripristinare la vecchia Serie C2, già questa sarebbe un'idea su cui poter ragionare".
Mister, tra i tre gironi c'è qualche giovane che l'ha particolarmente impressionata?
"Sinceramente no, ormai il livello è orientato verso il basso. Lo vediamo anche in Serie D, dove viene imposta la regola per gli under, i quali giocano per un discorso anagrafico e non meritocratico, con le società che beneficiano sotto l'aspetto economico ma non il sistema calcio. I giovani talenti vanno saputi coltivare, dandogli tempo e fiducia, cosa che da noi non avviene se non di raro".
Riguardo il suo futuro, cosa bolle in pentola?
"Attendo la chiamata giusta, nel corso della stagione ho avuto contatti con alcune società di Lega Pro, ma niente di più. Credo di meritarmi una nuova opportunità, visto che in tanti anni di carriera ho ottenuto importanti risultati sia in Lega Pro che in Serie B. Staremo a vedere, io sono sempre pronto a tornare in pista".
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