Lo scorso anno è tornato da avversario ad affrontare la Reggina dopo che ha vestito la maglia amaranto da calciatore e poi è stato il grande protagonista della corsa terminata ai playoff di Serie B contro il Novara. Si è parlato non solo di Reggina, ma di tanti altri temi, ai microfoni di TUTTOcalcioCALABRIA con Gianluca Atzori.

Mister, di solito quando si intervista un tecnico rimasto inattivo durante la stagione alla fine gli si chiede quando lo si rivedrà in pista. Stavolta cambio le regole del gioco e le chiedo se nell'ultimo periodo è stato cercato da qualche società.
"No, negli ultimi mesi non ho ricevuto nessuna proposta ed ora io stesso non accetterei un incarico in corsa: mi servirebbero 30-40 giorni per conoscere un gruppo e trasmettergli la mia idea di gioco, a questo punto della stagione è difficilissimo incidere nelle dinamiche di un gruppo magari sfiduciato, costretto a fare tanti punti in poche partite e che non ha digerito il cambio tecnico".

Le ho chiesto questo perché negli ultimi giorni più di una squadra ha cambiato allenatore, peraltro si tratta di realtà che lei conosce bene. A giudicare dalla sua premessa, però, deduco che ritiene che a Lombardo e Caserta spetti un compito improbo...
"Sì, la situazione di Sampdoria ed Empoli mi sembra alquanto preoccupante, anche se è chiaro che in serie B la classifica è corta e ci sono tanti punti in palio".

Se in casa Samp sembra che si stia ripetendo il film dello scorso anno, per certi versi ad inizio stagione non erano preventivabili tutte queste difficoltà per l'Empoli. Sappiamo bene che la B è imprevedibile e che una squadra retrocessa dalla A può faticare, ma l'Empoli durante l'era Corsi spesso ha trovato il modo di ripartire, cosa che non sta accadendo quest'anno. Secondo lei, qual è il problema principale di questa squadra?
"Empoli per me è casa, lì ho avuto l'occasione di giocare in Serie A e sono molto legato al presidente Corsi. Fatico a ricordare una situazione così difficile, il problema principale è che i calciatori non si sono calati affatto nella categoria. La rosa era stata costruita per raggiungere almeno la zona playoff, ma sembra che la squadra non ha capito come raggiungere un obiettivo diverso da quello di inizio stagione".

Peraltro, laggiù più di una squadra mostra segni di vita, persino il Pescara che sembrava spacciato...
"Assolutamente, e per certi versi credo che la situazione psicologica del Pescara, che sapeva fin dall'inizio che avrebbe dovuto lottare fino alla fine per salvarsi, sia migliore di quella di Bari, Spezia, Samp o Empoli, e penso proprio che almeno una di queste andrà in C. Ci sarebbe da fare un discorso a parte su Insigne, un campione che si è preso una grande responsabilità e ora sta trascinando il gruppo".

Mi ha dato un assist notevole. Se Insigne ha cambiato volto al Pescara, passando alla serie C, colpisce che due elementi di grande qualità ed esperienza e che lei conosce bene, come Viola e Fischnaller, non siano riusciti a far fare il salto di qualità al Ravenna, nemmeno l'arrivo di Mandorlini sembra che abbia dato la scossa. Lei pensa che con la sconfitta di Ascoli si sono spenti i sogni promozione dei romagnoli?
"Premetto che il Ravenna aveva fatto molto bene con Marchionni, ma la sensazione fin dall'inizio è che la rosa, pur forte, non potesse competere per il primo posto e che, soprattutto nella prima parte di stagione, ha fatto ben più di quanto ci si potesse aspettare. Chiaramente, a questo punto per la vittoria sarà un discorso fra Arezzo ed Ascoli, con i primi favoriti".

Gli ultimi 3 turni in serie C hanno anche certificato la fuga decisiva del Benevento, mentre il Catania è uscito sconfitto dallo scontro diretto e non è andato oltre lo 0-0 con Salernitana e Casertana.
"Si sapeva che il Benevento era forte e che la proprietà aveva investito parecchio per fare una rosa competitiva, ma a questo punto della stagione mai avrei immaginato il Catania ad oltre 10 punti della vetta. Mi dispiace per i tifosi del Catania ma anche per Toscano, un allenatore fantastico che ha sempre fatto bene ovunque e che ora si ritrova inevitabilmente in discussione".

I rossoazzurri possono accusare il colpo?
"Mi auguro di no. La cosa più importante per il Catania, ma questo può valere anche per il Ravenna, è capire cosa non sta andando e prepararsi al meglio per i playoff, perché sono un altro campionato e le seconde e terze classificate spesso fanno fatica, visto che entrano in gioco molto dopo. Ad ogni modo, sono convinto che se dovesse finire ai playoff, il Catania sarà la squadra da battere".

La sua ultima esperienza in panchina è stata alla Scafatese in D, una squadra che quest'anno sta dominando il proprio girone, è ancora imbattuta ed attende solo il conforto dell'aritmetica per festeggiare la promozione nel professionismo. Come mai non è proseguita l'avventura in gialloblù?
"Semplice, il presidente voleva vincere i playoff e, non essendoci riuscito, ha ritenuto di non confermarmi. Che dire, si vede che aveva ragione lui... Ad ogni modo, ritengo positiva l'esperienza alla Scafatese: sono arrivato a dicembre e, come ho detto all'inizio, ho impegnato 40 giorni per conoscere a fondo il gruppo ed entrare nella testa dei giocatori. Chiaramente, all'inizio abbiamo perso terreno dalle prime, ma nel girone di ritorno abbiamo fatto benissimo ed in finale playoff abbiamo giocato alla pari con la Reggina, anche tenendo conto che abbiamo finito in 10 ed ho giocato con 5 under in campo".

Domenica in serie D c'è Nuova Igea-Reggina, per entrambe un passo falso pregiudicherebbe in maniera irrimediabile la corsa promozione, anche tenendo conto della penalizzazione comminata nei giorni scorsi ai barcellonesi. Possiamo parlare di "ultima spiaggia" per gli amaranto?
"In teoria no, ma se la Reggina non dovesse vincere diventerebbe arduo recuperare sulle prime. Non ho seguito assiduamente la squadra, ho visto che era partita molto male e mi dispiace molto per Trocini, che ritengo un bravo allenatore ed una grande persona. Negli ultimi tempi la Reggina ha frenato la sua rincorsa, spero che possa vincerle tutte da qui alla fine".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 21:40 / Fonte: a cura di Rocco Genovese
Autore: Redazione TCC
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