Prima la prestazione, poi il risultato. Alberto Aquilani parte da qui per analizzare il pareggio maturato al “Partenio-Lombardi”, ribaltando ogni lettura favorevole ai padroni di casa. “Non è assolutamente un pareggio che sta stretto all’Avellino - chiarisce l’allenatore -. Noi abbiamo fatto una partita attenta, controllando il gioco in lungo e in largo. Abbiamo peccato nel non essere incisivi, soprattutto nella prima parte, quando sembrava tutto più facile. Prendere gol al 95’ e dire che meritava l’Avellino mi sembra troppo”.

Il tecnico del Catanzaro rivendica quindi il controllo della gara, sottolineando come la sua squadra abbia costruito e gestito a lungo, senza però riuscire a chiudere i conti. Un limite che alla fine è costato caro. “In dieci abbiamo sofferto, ma prendere gol all’ultimo secondo brucia tanto”, prosegue l’ex centrocampista della Roma. Un’amarezza amplificata anche dal recente passato: soltanto cinque giorni fa, a Pasquetta, le Aquile avevano subìto una beffa pressoché identica, con il rigore trasformato dal Monza al 96’.

“Accettiamo il risultato, siamo consapevoli di come stiamo crescendo e quindi andiamo avanti”, chiosa il tecnico, che ha ricordato anche come l’obiettivo iniziale dei calabresi fosse quello di far accumulare minutaggio ai giovani e creare una squadra costruita per fare bene e consentire ai suoi tesserati di crescere.

“Adesso ce la giochiamo con tutti, asserisce Aquilani, invitando i suoi a pensare al match di martedì 14 aprile contro il Modena: “Proveremo a vincerle tutte, cercando di fare sempre un calcio propositivo. Stiamo facendo un campionato importante, ma dobbiamo pensare a non accontentarci perché le soddisfazioni possono essere ancora tante”.

Infine, l’aspetto da migliorare: la concretezza negli ultimi metri. “Abbiamo lavorato per fare la partita, ma per vincerla serve quel qualcosa in più, quindi tirare in porta ed essere più cinici negli ultimi quindici metri”.

Il Catanzaro c’è, costruisce e tiene il campo con personalità. Tuttavia, per evitare altre beffe, serve più freddezza sotto porta, perché nel calcio – soprattutto in pieno recupero – ogni dettaglio fa la differenza.

Sezione: Catanzaro / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 20:32
Autore: Alessandro Nidi
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