Il calcio non è soltanto quello dei grandi stadi illuminati dalle notti europee, dei milioni spesi sul mercato e delle superstar globali. Il calcio, quello vero, vive e respira anche nei campi di provincia, nelle curve delle piccole città, nei campionati dove la passione conta spesso più delle risorse economiche. È lì che si costruisce l’identità di intere comunità. Ed è proprio per questo che l’industria videoludica calcistica – oggi rappresentata soprattutto da titoli come EA Sports FC 26 e, in prospettiva, dal futuro EA Sports FC 27 – dovrebbe iniziare a guardare con maggiore attenzione anche alle categorie inferiori del calcio italiano.
Attualmente i videogiochi di calcio includono la Serie A e la Serie B, due campionati storici e prestigiosi che rappresentano il vertice del calcio professionistico nazionale. Tuttavia manca completamente la rappresentazione delle realtà che stanno appena sotto, ovvero la Serie C e la Serie D. Un’assenza che pesa soprattutto per i tifosi delle tante piazze storiche che, per motivi sportivi o societari, oggi militano lontano dai riflettori della massima serie.
Immaginare un futuro capitolo della saga – magari proprio EA Sports FC 27 – con almeno una rappresentazione parziale di queste categorie sarebbe un passo straordinario per rendere il calcio virtuale ancora più realistico e inclusivo. Non sarebbe necessario riprodurre integralmente tutti i gironi, cosa complessa per motivi di licenze e struttura dei campionati. Basterebbe anche solo un singolo girone simbolico, con squadre miste provenienti da varie aree d’Italia, per restituire dignità e visibilità a un pezzo enorme della cultura calcistica del Paese.
Pensiamo, per esempio, alla Calabria. Una terra dove il calcio è vissuto con intensità e orgoglio. Sarebbe straordinario poter prendere il controller e iniziare una carriera con il Cosenza Calcio, riportandolo stabilmente nelle categorie che contano. Oppure guidare il FC Crotone in una risalita epica verso la Serie A, come già accaduto nella realtà negli anni passati.
Ancora più suggestivo sarebbe poter riscrivere la storia recente di club simbolo del calcio regionale come la Reggina 1914, riportandola idealmente dove la sua tifoseria sogna di rivederla: tra i grandi del calcio italiano. Ma non solo. Anche realtà profondamente radicate nel territorio come la Vibonese Calcio, il Sambiase e la storica Vigor Lamezia meriterebbero uno spazio, seppur simbolico, nel grande palcoscenico del calcio virtuale.
Perché i videogiochi calcistici, oggi, non sono soltanto intrattenimento. Sono anche uno straordinario strumento culturale. Permettono a milioni di appassionati in tutto il mondo di conoscere club, città e storie che altrimenti resterebbero confinate in ambiti locali. Inserire squadre di Serie C o Serie D significherebbe raccontare l’Italia del calcio nella sua interezza, non soltanto quella dei grandi brand.
È chiaro che si tratta, almeno per ora, di una sorta di utopia. La Serie C è composta da tre gironi con decine di squadre e la Serie D addirittura da nove raggruppamenti. Gestire licenze, stadi, loghi e diritti di immagine per tutte queste realtà rappresenterebbe una sfida enorme per qualunque software house. Ma l’industria videoludica ha dimostrato negli anni di saper evolvere rapidamente quando percepisce una forte richiesta da parte della comunità.
E la comunità calcistica italiana, da questo punto di vista, ha una caratteristica unica: l’attaccamento viscerale alla propria squadra, indipendentemente dalla categoria. Non è raro trovare città di provincia con tifoserie appassionate quanto quelle delle metropoli calcistiche.
Per questo motivo, anche un piccolo passo – come l’inserimento di un girone simbolico o di alcune squadre selezionate – potrebbe rappresentare un segnale importante. Sarebbe un modo per dire che il calcio non finisce dove terminano i campionati più ricchi, ma continua nei campi polverosi della provincia, tra storie di rinascita, fallimenti, ripartenze e sogni mai sopiti.
E forse è proprio questo il bello del calcio virtuale: permettere a chiunque di prendere in mano una squadra del cuore, magari partita dalla Serie D, e portarla fino ai palcoscenici della Serie A o delle competizioni europee. Una fantasia? Forse. Ma anche le grandi storie del calcio reale, spesso, sono nate da sogni che sembravano impossibili.
Chissà che un giorno, accendendo una console, non si possa davvero scegliere una squadra come la Reggina, la Vigor Lamezia o il Sambiase e guidarla in una scalata epica verso il calcio che conta.
Sarebbe, per tanti tifosi, molto più di un semplice videogioco. Sarebbe un piccolo pezzo di identità restituito anche al calcio virtuale.

Sezione: Serie D / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 15:54 / Fonte: A cura di Stefano Muscatello
Autore: Rocco Calandruccio
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