L’intervista ai microfoni di TuttoCalcioCalabria.it di Umberto Scorrano, allenatore della Calabria U19. L’ex allenatore del Locri, insieme ai suoi ragazzi, è pronto all’esordio di sabato nel Torneo delle Regioni, competizione in cui Scorrano ha raggiunto una storica finale due anni fa alla guida della nostra Rappresentativa. Abbiamo parlato con lui di questo e del momento di diverse realtà del calcio calabrese.

Per questo Torneo delle Regioni la Calabria è stata sorteggiata con Liguria, Toscana e Piemonte Valle D’Aosta. Qual è il suo parere su queste tre rappresentative?

“Il nostro girone è molto interessante: sono regioni che hanno una vasta scelta di giocatori, hanno due gironi di Eccellenza e quattro di Promozione, dunque hanno un bacino molto ampio. Io, però, non mi posso lamentare, perché ho dovuto lasciare a casa giocatori importanti, ma la scelta cade sempre su venti ragazzi, quindi non è facile. Sono sicuro di averne portati venti tutti sullo stesso livello, quindi, se c’è qualche cambio, non si va ad abbassare il livello”.

Lei come vede la squadra quest’anno? Dove possiamo arrivare? Si è già posto un obiettivo?

“Io ho detto ai ragazzi che dipende da loro e da come interpretano questo torneo, dalla voglia che ci mettono e dalla determinazione nel voler far bene. Questo è un torneo loro, che dà tanta visibilità, però per averla bisogna passare i turni. Si tratta di una vetrina fondamentale per i ragazzi: non sono arrivati, non hanno finito, ma hanno ancora margini per poter crescere e per poter dimostrare il loro valore”.

Due anni fa, con lei in panchina, la Calabria U19 ha raggiunto un traguardo storico, poiché non arrivavamo in finale da 46 anni. Che esperienza è stata e cos’è mancato nell’ultima partita?

“Quello è stato un torneo vissuto bene dai ragazzi, interpretato bene a livello di mentalità. Ho trovato un gruppo che si è unito subito, lavoravano con l’obiettivo di voler far bene. Siamo scesi in campo sempre con lo spirito giusto, però è un torneo impegnativo e siamo arrivati alla finale con due infortuni e una squalifica, che ci hanno penalizzato molto, poi siamo giunti lì che eravamo fisicamente distrutti. È un torneo dove si gioca tutti i giorni, poi noi arrivavamo da due partite vinte ai rigori, quindi eravamo proprio stremati. Nonostante questo, va bene così, i ragazzi hanno dato il massimo, è stata un’esperienza veramente bella, perché arrivare in finale, dopo aver vinto partite contro regioni più grandi di te, dimostra che da noi ci sono giocatori di un buon valore”.

Lei è stato una bandiera del Locri, piazza in cui ha anche allenato più di una volta, tra cui lo scorso anno. Cosa prova a vedere un club con questo blasone giocare in Prima Categoria e per quale motivo si è scatenata questa crisi?

“Deriva tutto da una gestione sbagliata e scellerata nel corso degli anni. Hanno fatto perdere pure l’entusiasmo pure da parte della tifoseria ed è un peccato perché si tratta di una realtà importante e fa male vedere una squadra, uno stadio e una città come Locri in Prima Categoria. Il problema è che senza programmazione seria, senza imprenditori, è difficile fare calcio, vista anche la crisi economica che c’è in giro. Bisogna anche avere il coraggio di lavorare con i ragazzi, ma per farlo devi avere un buon settore giovanile e spero che il Locri lo capisca, perché nel comprensorio ci sono tanti ragazzi interessanti”.

Nella sua carriera lei ha giocato anche con Catanzaro e Cosenza. Qual è la sua impressione sull’importante cammino dei giallorossi in Serie B e sull’annata dei rossoblù, che, dopo la retrocessione dello scorso anno, ora occupano i piani alti del girone C di Serie C?

“A Catanzaro c’è una grande società: il presidente Noto sta programmando molto bene, ha rifondato il settore giovanile, prendendo Bava che sa il fatto suo nella costruzione delle squadre under, ora sta lavorando per rifare il centro sportivo. Anche la scelta di Aquilani, dopo Caserta, è stata ottima: lui lavora molto bene coi giovani e anche quelli che sono stati acquistati, come Favasuli, li ha voluti lui. Il Catanzaro sta costruendo molto sui giovani e i risultati stanno arrivando proprio per questo. Per quanto riguarda il Cosenza, mi dispiace che sia retrocesso lo scorso anno, ma lì, a differenza del Catanzaro, non c’è una buona gestione societaria. Il presidente non programma bene e, anche se quest’anno, sta facendo un grande campionato, continuano a esserci problemi sia a livello di settore giovanile sia di prima squadra. I tifosi del Cosenza sono molto attaccati alla maglia e non meritano questo”.

Quest’anno nel girone I di Serie D ci sono quattro calabresi: Reggina, Sambiase, Vigor Lamezia e Vibonese. Qual è il suo pensiero sulla stagione di ognuna di loro?

“La Reggina sta pagando un po’ di disorganizzazione societaria. I tifosi della Reggina meritavano già da due anni nel calcio che compete a loro. È una piazza importante che deve fare minimo la Serie B. Non è facile rifondare tutto, però ci vuole un’organizzazione maggiore da parte della società. Il Sambiase sta facendo un grande percorso, Tony Lio sta lavorqndo bene, grazie anche a una società solida alle proprie spalle. La Vigor, invece, all’inizio ha avuto roblemi dovuti alla gestione di una cordata di Napoli, mentre adesso hanno preso tutto in mano qui a Lamezia, con Renato Mancini che è stato bravo a ristrutturare e hanno trovato quella tranquillità che ci voleva per poter far bene. Con qualche altra vittoria loro saranno totalmente fuori dalla lotta salvezza. La Vibonese ha sofferto l’assenza del presidente Caffo: è stata presa in mano da gente di fuori, che, secondo me, non era in grado di gestire una situazione del genere. Ora Caffo è tornato e speriamo che riescano a salvarsi”.

Secondo lei, dunque, la Reggina riuscirà a completare la rimonta e a vincere il campionato o la vedremo in Serie D anche il prossimo anno?

“Io spero che possa completare la rimonta e che possa salire perché merita, ma non solo la Serie C, merita di stare tra Serie B e Serie A. Ci ha fatto vivere degli anni importanti ed è brutto vederla in queste categorie, quindi vorrei vedere loro, così come Catanzaro e Cosenza, nei campionati più importanti. La sconfitta in casa contro l’Acireale è stata pesante, ma speriamo che la vittoria di mercoledì li possa rilanciare e che riescano a conquistare il titolo”.

Lei ha allenato anche in Eccellenza, dove quest’anno c’è stata una corsa a due tra Digiesse PraiaTortora e Trebisacce in vetta, mentre in fondo alla classifica Castrovillari, Cittanova e Gioiese sono partite già senza speranze. Cosa ne pensa di questo campionato?

“È stato un campionato molto equilibrato lì sopra inizialmente, perché non c’era una società che aveva speso tanto a livello economico. I valori sono usciti fuori e, secondo me, il PraiaTortora ha preso un grande allenatore come Viscardi, che l’anno scorso era stato il secondo di Morelli al Sambiase e già lì aveva fatto bene. È un allenatore giovane, la squadra gioca molto bene, quindi se dovessero vincere, sarebbe meritato. Anche il Trebisacce gioca molto bene e Malucchi sta facendo un gran lavoro, in una bella realtà. Quelle tre squadre lì sotto, invece, sono partite che non dovevano nemmeno iscriversi e poi le problematiche se le sono portate avanti tutto l’anno. Senza nessuno che ti aiuta, con debiti che hai da anni, non è facile risollevarti e la loro situazione ha facilitato anche le altre squadre”.

Lei ha allenato anche a Gioiosa, che, nel girone B di Promozione, grazie alla vittoria di domenica sul campo dell’Ardore, ha agganciato in vetta la Deliese, uscita sconfitta contro il San Nicola Chiaravalle. Secondo lei, in queste ultime quattro giornate, chi la spunterà tra le due?

“Il girone B di Promozione è tosto e quest’anno il livello è stato molto alto: la Deliese ha fatto un gran campionato senza spendere tantissimo, a differenza del Gioiosa, che ha preso giocatori importanti ed esperti. Ci sono, ad esempio, Pelle, i gemelli Aquino, che io ho avuto con me a Locri e loro ti danno un equilibrio importante, dunque sono convinto che alla fine riusciranno loro a spuntarla, anche perché a Gioiosa c’è una società seria, hanno una buona programmazione e ci mettono anima e cuore. La Deliese sta facendo un grande percorso, Parentela sta lavorando molto bene, ma, come detto prima, più che spendere molto, hanno guardato al bilancio”.

Siamo ormai quasi ai nastri di partenza del Torneo delle Regioni. Che appello vuole fare al popolo calabrese che, anche da lontano, seguirà la squadra?

“Chiedo di starci vicino e di seguirci, perché i ragazzi ne hanno bisogno. Daremo il massimo per portare avanti il nome della Calabria, come abbiamo fatto due anni fa. I ragazzi sono carichi a mille, hanno tanta voglia di scendere in campo. Ho detto loro che devono incarnare lo spirito dei calabresi, quindi spero che la vicinanza di tutti arrivi anche ai ragazzi”.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 10:35
Autore: Gabriele Mafrica
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