26 agosto 2017, allo Stadio Ceravolo va in scena la sfida tra Catanzaro e Casertana che rappresenta la prima gara da presidente del Catanzaro per Floriano Noto in Serie C. Grande protagonista, manco a dirlo, Evan Cunzi che ha siglato il primo storico gol della nuova gestione giallorossa. Maglia numero 10, corsa sotto la curva e l'inizio di una grande storia. La maglia maggiormente indossata in carriera per lo stesso Cunzi che esordì in Serie B con i calabresi nel 2005 e oggi intervistato da TUTTOcalcioCALABRIA ci ha svelato tanti retroscena.

Ti aspettavi quest'altro grandissimo campionato in B del Catanzaro?
"Nel mio ultimo anno a Catanzaro è arrivato Floriano Noto, il primo gol dell'era Noto l'ho segnato io e dal primo giorno abbiamo visto una persona determinata a costruire un progetto ambizioso che meritava la piazza di Catanzaro. Dopo quello che si è fatto negli anni passati, ripetersi è sempre difficile ma il presidente è ambizioso".

Tu eri a Catanzaro all'inizio dell'era Noto, già da quell'estate ha messo a segno colpi importanti. Erano chiare le intenzioni future?
"La cosa che più ci ha sorpreso il primo giorno che è arrivato era che ha sempre in primo piano Catanzaro, l'importanza dei giocatori era sempre relativa al fatto che ci trovavamo in una piazza importantissima con una storia incredibile. Mi ha colpito fin da subito, essendo cresciuto a Catanzaro mi ha segnato tantissimo".

Tu eri giovanissimo al ritorno in B del 2004, c'era un livello più alto della B o si è sbagliato qualcosa?
"Il primo anno di B è stato un anno molto particolare, ci fu anche un cambio societario nel mentre e c'era un po' di confusione. In B il livello era altissimo ma come in C, a Catanzaro c'erano Corona, Ferrigno, Pastore solo per fare qualche esempio. Ci sono stati dei demeriti da parte della società che in quel momento non era lineare, ma quando partono male le stagioni non è mai facile riprenderle".

Tu hai partecipato al Viareggio Cup con il Catanzaro, c'erano squadra fortissime.
"In quell'epoca che non c'era Internet, c'era il Guerin Sportivo che parlava del Viareggio e c'ero io, Corvia, Chiumiento, Benjamin che poi hanno fatto Serie A. Adesso ho guardato un po' di immagini ed è diverso da prima. C'erano dei giocatori di tutto rispetto, ricordo Martins all'Inter. Adesso sinceramente il livello è più basso ed ha perso quel fascino".

Questo Catanzaro invece può provare il salto per la Serie A?
"Il Catanzaro ha continuato a puntare su un allenatore giovane e bravo come Aquilani, può essere la mina vagante dei playoff ed ha un'organizzazione di gioco importante che gli può permettere di puntare in alto".

Abbiamo parlato di Floriano Noto ma adesso passiamo ad una nota dolente, Felice Saladini. C'eri a Lamezia quando si è insediato, ti immaginavi tutto quello che poi sarebbe successo?
"Non mi aspettavo per come si parlava un epilogo del genere, però vivendo l'annata di Lamezia non mi sono sorpreso quando è saltato il banco a Reggio. Anche a Lamezia ci sono state delle difficoltà, non sono stati rispettati tanti impegni e mi aspettavo che potesse succedere. La Calabria è un regione dove ci sono tante piazze che possono ambire a fare campionati diversi. La Calabria in questo momento deve lavorare come magari sta lavorando il Catanzaro per poter ambire a fare categorie diverse. Sono piazze importanti che meritano ben altro".

Cosa c'è nel tuo futuro invece?
"Lavoro in un'agenzia di procuratori, lo Sport Project, abbiamo giocatori importanti e sto studiano per abilitarmi al ruolo di agente. Si studia, si cerca di fare come si è fatto con il calcio giocato e proverò a fare il massimo in un altro ruolo che mi appassiona molto. Vorrei portare magari un giorno qualche giocatore a Catanzaro, per me lì c'è un pezzo di cuore. Amo la Calabria, è una regione che mi ha dato tanto e ho incontrato persone che mi hanno aiutato tantissimo a crescere".

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 20 marzo 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TCC
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