Nel freddo anticipo della 28ª giornata del Girone I, la Reggina riesce nell’impresa più amara: trasformare il Granillo in teatro di una disfatta annunciata. L’Acireale dell’ex Cozza, squadra che lotta per salvarsi, esce con tre punti pesantissimi e con la sensazione di aver impartito una lezione di carattere e di identità. Tutto ciò che alla Reggina, oggi, manca drammaticamente.

Torrisi prova a mischiare le carte: 4-2-3-1 con Verduci centrale, Laaribi di nuovo dal primo minuto, Giuliodori largo a destra e Bevilacqua alle spalle di un Guida impalpabile. Cambiano gli interpreti, non cambia la sostanza. La Reggina parte forte, sì, ma è un’intensità sterile, priva di quella cattiveria che serve per spaccare le partite. L’Acireale si chiude, si compatta, soffre il giusto e riparte senza mai tremare. Lagonigro, nel primo tempo, è praticamente uno spettatore.

La ripresa è una fotocopia sbiadita: corner a raffica, zero idee, zero soluzioni. La girandola di cambi di Torrisi non sposta nulla, anzi certifica la confusione. L’occasione più grande capita a Ragusa, che da pochi passi non trova nemmeno lo specchio. È il simbolo perfetto di una squadra che non sa più riconoscersi.

E quando il calcio decide di presentare il conto, lo fa senza pietà. In pieno recupero Kean punisce una Reggina sbilanciata e fragile, con la complicità di un Lagonigro tutt’altro che impeccabile. Un gol beffardo, ma meritato. Un colpo che gela un pubblico ancora una volta encomiabile, molto più della squadra che dovrebbe rappresentarlo.

Questa sconfitta non è un incidente: è il punto di caduta di una stagione imbarazzante, costruita male e gestita peggio. Una dirigenza inadeguata alla storia e al peso della piazza, una squadra che porta la maglia amaranto come un fardello, un tecnico che in sala stampa fa show e proclami, salvo poi essere smentito dal campo, unico giudice che non perdona.

Ora la vetta è un miraggio. I prossimi scontri diretti con Igea Virtus e Athletic Palermo rischiano di essere poco più che formalità aritmetiche. Per riaprire il campionato servirebbe un miracolo, e la Reggina, oggi, non dà alcun segnale di poterlo compiere.

Onore all’Acireale, che con umiltà e organizzazione si rilancia nella corsa salvezza. Tornando alla Reggina, resta una domanda che brucia più della sconfitta: per quanto ancora questa tifoseria dovrà sopportare questo inferno sportivo?

REGGINA-ACIREALE 0-1
Marcatori: 92' Kean

REGGINA (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (67' Palumbo), Desiato, D. Girasole, Verduci; Laaribi (81' Fofana), Macrì; Edera (82' Mungo), Bevilacqua (57'Di Grazia), Ragusa; Guida (57' Ferraro). All. Torrisi
A disposizione: Summa, R. Girasole, Ferraro, Scali, Porcino.
ACIREALE: Negri; Gagliardi (81' D. Di Stefano), Cozza, Semenzin, Tourè, Nardo (46' Demoleon), Gallo (46' S. Di Stefano,), Rechichi, Samb, Daqoune, Hebeck (46' Kean) All. Cozza
A disposizione: Di Franco, Lo Faso, Floridia, Vitale, Boulahia.
Arbitro: Christian De Angelis (Nocera Inferiore). Assistenti: Angelo Macchia (Moliterno), Lorenzo De Giulio (Nichelino)
Note: Ammonito il tecnico Cozza Ammoniti: Cozza, Mungo, Verduci Recupero: 1'pt, 6'st Spettatori: 4.543 di cui 73 ospiti

Sezione: Reggina / Data: Sab 21 marzo 2026 alle 16:41
Autore: Rocco Calandruccio
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