Il giorno dopo dovrebbe fare meno male. La nottata, di solito, serve a riflettere e a esprimere giudizi lucidi e meno severi. Invece la valutazione è uguale: ieri il Cosenza ha perso l'ennesima partita di una stagione iniziata male e che potrebbe finire con un dramma sportivo.

La squadra di Coppitelli ha avuto le sue occasioni, ma non è riuscita a concretizzare nulla, subendo, invece, il cinismo di un Bari che con un solo gol strappa via la vittoria e tre punti fondamentali. 

Per analizzare le cause di questo inizio di campionato così deludente occorre fare un passo indietro: in estate, infatti, giungono due offerte, la più concreta porta il nome di Vincenzo Rota; imprenditore cosentino deciso ad acquisire il club rossoblù e a fargli fare il salto di qualità. Guarascio apre alla cessione, ma poi, come sempre si rifiuta di fornire i libri contabili: una consuetudine divenuta ormai certezza. Nonostante questo il gruppo locale prosegue nelle trattative, spingendo ben oltre le date indicate come ultimatum e arrivando ad offrire cifre importanti sulla base di una valutazione fatta dai commercialisti del club.

Si perde tempo e l'interlocuzione termina con l'inizio della stagione sportiva. I lupi affidano a Coppitelli e a Lucioni l'incarico di costruire un organico che possa lottare per ottenere la salvezza. L'allenatore, a più riprese chiede rinforzi funzionali, ma il direttore sportivo ha le mani legate: ci prova, individua giovani affamati e di prospettiva, ma non può andare oltre.

I risultati negativi non tardano ad arrivare, il Cosenza, infatti occupa stabilmente il diciannovesimo posto dopo sole sette giornate. L'unica soluzione è un cambio di proprietà, altrimenti i rossoblù rischiano di sprofondare nel dilettantismo. Secondo alcune indiscrezioni qualcosa si muove all'orizzonte; del resto la piazza è sempre stata appetibile, ma bisogna, come sempre, capire le intenzioni di chi cede.

Guarascio è a un bivio, sa bene che la retrocessione in Serie D rappresenterebbe un bagno di sangue. E allora ci auguriamo che si possano riaprire i contatti, questa volta con intenzioni perentorie.

La Serie C è un bene troppo prezioso per la città. Il club rossoblù è un'istituzione del territorio; la tifoseria non merita ulteriori amarezze. Il Cosenza è una cosa seria, qualora non lo aveste ancora capito.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 27 settembre 2026 alle 10:15
Autore: Antonino Iorfida
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