Il campionato di Prima Categoria si riaccende e nel pomeriggio degli anticipi del Girone D torna in scena la Villese , di nuovo protagonista dopo tre anni di assenza dai campionati agonistici. Il rientro è di quelli che pesano: campo difficile, avversario esperto, assenze pesanti. Eppure i neroverdi di Scarfò non si piegano, non arretrano, non tradiscono l’identità che stanno ricostruendo. La partita vive il suo cuore nel primo tempo. Al 15’ la Villese si prende il palcoscenico: rigore, responsabilità, freddezza. Lucas Reynoso si presenta dagli undici metri e non sbaglia, firma il vantaggio e mette il marchio argentino su un pomeriggio che profuma di ripartenza. Il Lazzaro reagisce come ci si aspetta da una squadra strutturata: ritmo, pressione, presenza. Al 25’ Marino pareggia, anche lui dal dischetto, riportando la gara in equilibrio.

Nella ripresa il copione cambia ma non la sostanza: battaglia pura. Le due squadre si affrontano senza risparmiarsi, cercando il colpo che può spostare l’inerzia. Occasioni, duelli, intensità. Avrebbero potuto vincerla entrambe, ma il campo detta la sua legge: parità, un punto per parte e indicazioni preziose per il prosieguo. La Villese, nonostante le tante  assenze, mostra ordine, carattere, struttura. Mister Scarfò e i suoi ragazzi escono dal Pepè Nocera con una certezza: la squadra ha i mezzi per crescere, competere, sorprendere. Ripartire dopo tre anni non è semplice; farlo così, sì. Domani sera la squadra sarà presentata alla città, nella cornice della festa di San Cosma e Damiano, in Piazza di Acciarello. Un momento simbolico, identitario, che unisce territorio e squadra.

Il prossimo capitolo arriva al Santoro: la matricola Sport Palmi 2018, reduce dal 3-3 pirotecnico con l’Aurora Gallina, sarà il nuovo banco di prova. La Villese riparte da qui: da un pareggio che vale fiducia, da una prestazione che vale rispetto, da un nome – Villa San Giovanni – che vuole tornare a far sentire il suo peso nel calcio dilettantistico.

Sezione: Altre news / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 18:55
Autore: Rocco Calandruccio
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