Marco Marchionni alza il volume. Alla vigilia di Reggina–Nuova Igea Virtus, il tecnico amaranto si presenta in conferenza con la lucidità di chi sa che il momento è delicato, ma anche con la sicurezza di chi vede una squadra finalmente consapevole della propria identità.

«Abbiamo studiato la Nuova Igea con i suoi pregi e difetti. Rispetto per tutti, ma pensiamo a noi stessi». Marchionni non concede alibi: il lavoro quotidiano è la vera arma, la chiave per arginare qualsiasi avversario. È un messaggio diretto, quasi militare, che ribadisce la centralità del gruppo e dell’applicazione.

Il concetto ritorna più volte, martellante: «Ai miei calciatori ho trasmesso l’idea di gruppo sin dall’inizio, e loro la stanno interpretando alla grande. Quando un tecnico trova una squadra convinta, non c’è cosa migliore». Marchionni sposta i riflettori: i complimenti non sono per lui, ma per chi va in campo. La Reggina deve vivere un anno di cambiamento, un anno che riporti la squadra dove merita. È una dichiarazione d’intenti, quasi un manifesto.

Poi il passaggio simbolico: la presenza di Lotito al Granillo. «È una risposta ai risultati che stiamo ottenendo. Vogliamo regalargli una gioia, tutto dipenderà dalla prestazione». Un segnale forte: la proprietà c’è, osserva, sostiene. E la squadra sente il peso e l’onore di dover rispondere.

Marchionni non sottovaluta la Nuova Igea: squadra che segna tanto, che concede tanto, che non viene a difendersi. Ma la Reggina ha un principio chiaro: chi vuole vincere il campionato deve segnare molto e subire poco. E finora, gli amaranto stanno rispettando la regola.

Il tecnico ammette di avere «tanti dubbi» sulla formazione iniziale. Non è indecisione: è abbondanza. Il gruppo è forte, ricco di soluzioni, competitivo. Quando tutto funziona, la vera sfida diventa mantenere la testa dritta. «Ho chiesto solo di essere sé stessi e di prepararsi al meglio per dimostrare la nostra forza. Dobbiamo giocare con la consapevolezza di chi sa di essere forte».

Infine, la frase che pesa più di tutte: «Domani è una partita come le altre, ma io sono proiettato a maggio». È lì che si vede la mentalità. Non il breve, ma il lungo periodo. Non il singolo match, ma il percorso. Non il presente, ma la destinazione. La Reggina entra nel suo primo vero snodo della stagione con un allenatore che parla da condottiero e una squadra che sembra pronta a seguirlo per centrare l'obiettivo prefissato.

Sezione: Reggina / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 17:29
Autore: Rocco Calandruccio
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