Ai microfoni di TCC Franco Ceravolo, esperto dirigente che nel corso della sua carriera ha fatto le fortune di diverse società, su tutte quelle di Crotone e Juventus, oltre ad essere un grandissimo scopritore di talenti. In questa intervista, il direttore Ceravolo, fa il punto sul momento attuale di Catanzaro, Cosenza , Crotone e Reggina, in corsa verso i propri obiettivi da raggiungere nei loro rispettivi campionati.
Salve direttore, questo Catanzaro si sta confermando anche quest'anno ad ottimi livelli in cadetteria. Possiamo definire, che il club giallorosso rappresenti l'emblema perfetto di come competenze gestionali e tecniche vadano sullo stesso binario?
"Assolutamente si, il Catanzaro è una società solida, in grado di abbinare una gestione oculata con il risultato sportivo. I giallorossi stanno facendo bene, mancano ancora tante partite, ma ci sono tutti i presupposti affinché la squadra possa centrare l'obiettivo play off per il terzo anno di seguito".
Un tecnico preparato di sicuro avvenire come Aquilani, la leadership di capitan Iemmello e l'exploit del talentuoso Cissè, è la conferma che la società del presidente Noto sa come fare calcio?
"Aquilani ha già dimostrato di essere bravo nelle sue esperienze precedenti,lavorando molto bene alla guida della Fiorentina Primavera, dove ha cresciuto e valorizzato tanti giovani talenti. Al Catanzaro sta confermando il suo valore, riuscendo a dare alla squadra un bel gioco ed un certo equilibrio tattico. Lui è un ex centrocampista e solitamente chi giocava a centrocampo è quasi sempre bravo anche ad allenare. Iemmello è un vero leader, pensa che all'età di 15-16 anni volevo portarlo alla Juventus, ma ha fatto comunque una grande carriera. Dopo tanto girovagare è tornato nella sua Catanzaro, dove sta scrivendo importanti pagine di storia e speriamo di rivedere i giallorossi tornare a calcare i campi della massima serie come ai tempi che furono. Cissè è un talento assoluto, il Milan è stato bravo a superare la concorrenza , assicurandosi un giovane attaccante che ha ancora grossi margini di miglioramento. Come ho detto prima, il Catanzaro è una società solida e che sa vedere oltre. Merito del presidente Noto e del suo staff, autori di un modello di calcio che oggi paga sia in termini economici che sportivi".
Scendiamo di categoria, a Cosenza c'è tutt'altra situazione, con la tifoseria in rivolta verso la proprietà e la squadra che nonostante tutto avrebbe potuto fare qualcosa in più nella lotta al primato. Secondo lei, il club rossoblù paga la mancanza di progettualità e lungimiranza?
"Alla vigilia di questa stagione, sapevamo che nel girone c di Lega Pro la lotta al vertice sarebbe stata aperta e combattuta. Il Cosenza merita di tornare in B per la sua storia e ad oggi può riuscirci soltanto attraverso i play off che come sappiamo sono una lotteria. Non mi sento di dire nulla all'indirizzo della proprietà, perché non sono all'interno per potermi fare un'idea. Rispetto chi lavora all'interno della società, ma riguardo il campo Buscè ha fatto bene e dovranno a mio avviso far di tutto per centrare il terzo posto che resta un'impresa possibile".
Rimanendo in Lega Pro, il Crotone ha scelto la strada della sostenibilità. Lei che ha contribuito a renderli grandi, crede che sia questa la via per rilanciare i pitagorici e rivederli in categorie superiori?
"Il Crotone è una mia creatura, abbiamo fatto una cavalcata straordinaria , partendo dai Dilettanti fino allo storico traguardo della Serie A. Mantenere una squadra in Lega Pro è un bagno di sangue, non essendoci gli stessi introiti delle categorie superiori, perciò non tutte le società possono permettersi di spendere cifre esorbitanti. Il presidente Vrenna ha fatto la scelta giusta per il bene del club, d'altronde la storia del Crotone insegna che le sue vittorie le ha costruite sulla valorizzazione di tecnici e allenatori poco conosciuti al grande pubblico che poi negli anni si sono imposti ad altissimi livelli. Il mercato di gennaio sta dando i suoi frutti, nonostante le cessioni di nomi importanti, ciò significa che si possono raggiungere gli obiettivi attraverso un calcio sostenibile. Crotone che non avrà problemi a centrare i play off, ma lo dovrà fare chiudendo la stagione regolare in crescita sia sul piano delle prestazioni che dei risultati".
Direttore, lei nel corso della sua importante carriera ha scoperti tanti campioni, quali giovani la stanno impressionando positivamente nei vari campionati?
"Ci sono tanti giovani giocatori interessanti, fare un nome sarebbe ingiusto verso altri, ma rimanendo nella nostra Calabria mi piace molto Favasuli del Catanzaro. Il talento c'è in Italia, bisogna fare in modo che venga valorizzato con delle regole ben definite, in modo da premiare la meritocrazia e non di schierarli soltanto perchè viene imposto alle società. Serve attenzione, ma soprattutto il coraggio di lanciare questi ragazzi e concedergli il giusto tempo di cui necessita un giovane".
Per concludere, quanto manca la Reggina al professionismo?
"Manca tantissimo, è inaccettabile vedere la Reggina in Serie D. Lo dico per la sua storia , la sua gente, ma credo che possa farcela. Nel girone i la lotta al primato è molto accesa e la Reggina è lì. Sono cinque squadre racchiuse in un fazzoletto di pochi punti, perciò gli amaranto hanno i mezzi tecnici e un pubblico straordinario per centrare la promozione. Il mio è un augurio di vero cuore".
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