In vista del derby dello Stretto, tra Reggina e Messina, in programma domenica al Granillo, parla ai nostri microfono mister Bortolo Mutti. Tecnico di grande esperienza che ha guidato entrambe le formazioni  nel  corso della sua lunga e straordinaria carriera, ma le maggiori soddisfazioni le ha ottenute alla guida dei peloritani con quella storica promozione in Serie A nel giugno del 2004. 

Salve mister, è pacifico affermare che con lei i giallorossi abbiano toccato il punto più alto della loro storia?
"Assolutamente, è stata un'esperienza bellissima. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, già il primo anno con la promozione in serie A dopo essere partiti dalle ultime posizioni della classifica...".

Domenica è il giorno del “Derby dello Stretto” con la Reggina. Lei ne ha vinti addirittura 2, mi sembra la persona più adatta per parlarne. Zeman diceva che queste sono partite come le altre: condivide le parole del suo illustre collega, o la pensa come chi dice che “i derby non si giocano, ma si vincono”?

“Certamente la seconda! (ride, ndr). Credo che le emozioni che regalino partite del genere siano uniche, lo spettacolo che regalano queste partite in campo e sugli spalti ha pochi eguali”. 

Lo spettacolo questa volta non potrà essere lo stesso: Reggina e Messina sono finite in serie D. 

"Mi piange il cuore nel vedere il Messina in questa situazione, auguro loro di salvarsi e provare a ritornare in C nella prossima stagione. Anche la Reggina non merita di stare in serie D, è una squadra importante e vedo che sta lottando alla grande per venir via da questa situazione". 

Sulla panchina del Messina c'era lei in quella partita con il Como che è valsa la promozione in serie A ed è stata anche l'ultima giocata al "Celeste", per il quale si discute per una eventuale riapertura come campo di allenamento della squadra attuale.
"Ne sarei felice, in quello stadio si è concretizzata la nostra cavalcata. Allo stesso tempo, è importante preservare il terreno di gioco sul quale disputare le partite: per me il "San Filippo" doveva essere sacro, allenarci lì tutti i giorni lo avrebbe rovinato, infatti ci capitava di allenarci spesso anche al "Militare". 

Mister, quando la rivedremo in panchina?
"Non lo so, ormai non alleno da un po'. La panchina un po' mi manca e se ci fosse una proposta particolare la prenderei in considerazione, ma sto bene così".

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 09:10 / Fonte: A cura di Rocco Genovese
Autore: Rocco Calandruccio
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