Ai microfoni di TCC Alberto Urban, ex gloria leggendaria del Cosenza targato Giorgi e beniamino della tifoseria rossoblù, il quale analizza il momento attuale del club silano. Urban è sempre rimasto legato alla piazza cosentina, criticando più volte la gestione Guarascio per la mancanza di progettualità e non solo. Infine l'ex centrocampista rossoblù,  ritiene tardive le dichiarazioni del tecnico Antonio Buscè, rilasciate al termine della gara vinta con il Siracusa. 

Ciao Alberto, cosa ne pensi del momento attuale del tuo ex Cosenza?

"Sinceramente, finché ci sarà questa proprietà non si andrà lontano. Un'eventuale promozione in B non cambierebbe le cose, considerata la mancanza di un progetto tecnico ben definito e la rottura con l'ambiente che sembra ormai insanabile. Il mercato di gennaio ne è l'ennesima dimostrazione, con il presidente Guarascio che ha badato esclusivamente  ai suoi interessi, senza rafforzare adeguatamente la rosa nè a livello numerico e ancor meno sotto l'aspetto qualitativo".

Cosa ne pensi delle dichiarazioni di Buscè nel post gara con il Siracusa, dove ha detto che la squadra non si allenava da 20 giorni per via delle pessime condizioni del terreno di gioco del Sanvitino?

"Penso che avrebbe dovuto dirle prima certe cose, non ha senso tirarle fuori adesso. Lui vuole provare a tenersi buona un pò la dirigenza e un pò la tifoseria, ma certe dichiarazioni sono sbagliate nei tempi e nei modi. Così non va. Prima di accettare in estate il Cosenza, sapeva a cosa andava incontro e che situazione avrebbe trovato. E' inutile lamentarsi adesso, se non gli stavano bene certe situazioni poteva andare via. Non capisco di cosa si sorprende il mister, la gestione Guarascio è nota a tutti".

Questo conferma, come il presidente Guarascio, non ha mai avuto intenzione di investire sulle strutture e di conseguenza avviare un progetto all'altezza di una piazza importante come Cosenza.  

"Esattamente, ecco perchè non capisco di cosa si stupisce Buscè. Come ho detto in precedenza, finché ci sarà questa proprietà al timone del Cosenza non si andrà lontano. Basti vedere come sono andati via professionisti seri come Gualtieri e il magazziniere Vommaro, giusto per citare qualche nome. Bisogna capire che il pallone è una cosa e il calcio è un'altra. A Cosenza si sta facendo pallone, che non c'entra nulla con quello che  è il calcio, specie a livello professionistico".

Parliamo di campo, il prossimo avversario del Cosenza sarà l'Audace Cerignola. Che gara ti aspetti?

"L'Audace Cerignola è reduce da un buon momento, dimostrato anche dal pari ottenuto sul difficile campo di Catania. Non è più la squadra ammirata in questi ultimi anni, ma bisogna stare attenti. Il Cosenza deve cercare di dare continuità, in modo da difendere per lo meno il quarto posto".

Come ti sembra questo girone c ?

"Noto che è un girone livellato verso il basso. Assistiamo ogni domenica a risultati sorprendenti, questo ti fa capire come una squadra che naviga nelle basse zone della classifica può tranquillamente battere chi sta in testa. Il Cosenza a mio avviso è la più forte a livello individuale, peccato che a gennaio non si è rafforzata a dovere, magari avrebbe potuto inserirsi per la lotta al primato. E' un campionato aperto su tutti i fronti, ma chi lotta per vincere non deve lasciare punti contro le cosiddette piccole".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 15:04
Autore: Rocco Calandruccio
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