Ai micirofoni di TCC Rocco Cristarella, giornalista de La Casa di C, il quale analizza il momento delle formazioni calabresi, focalizzandosi in particolare su Cosenza, Crotone e Reggina.
Rocco, la netta sconfitta di Giugliano ha inevitabilmente aperto delle riflessioni in casa Cosenza: la squadra sembra aver perso lo smalto del girone di andata, i nuovi arrivi non hanno ancora portato al cambio di passo che ci si attendeva, e Buscè sembra sempre più insofferente. Che partita dobbiamo aspettarci con il Siracusa?
"È una gara trappola, che in un senso o nell'altro traccerà un solco tra prima e dopo e dirà molto del futuro dei rossoblù, perché il primo posto sembra sempre più lontano. A dirla tutta, io penso che il Cosenza non sia uscito rinforzato dal mercato di gennaio, perché elementi come Emmausso, Ba e Ciotti sono sicuramente validi, ma quelle di Kouan e Ricciardi sono state partenze pesanti, ed in quei ruoli la squadra mi sembra scoperta. Aggiungi che il Siracusa, al netto delle problematiche societarie e della situazione di classifica, ha sempre praticato un calcio gradevole ed è guidata da un tecnico molto preparato come Turati, oltre ad avere un ds come Laneri che ha fronteggiato al meglio le partenze di vari giocatori che sono stati titolari nella prima parte ed ha portato a Siracusa più di un elemento interessante".
Quando si parla del Cosenza è inevitabile fare riferimento alla frattura insanabile tra la società e la tifoseria, che oramai ha coinvolto anche gran parte degli organi di stampa locale, che oramai a loro volta disertano le conferenze e non presenziano più allo stadio. Tu avresti fatto lo stesso?
" La situazione venuta a crearsi è molto spiacevole, e credo che abbia influito anche sul rendimento della squadra, perché in alcune circostanze uno stadio pieno avrebbe potuto dare un qualcosa in più ai calciatori, ma la protesta dei tifosi è legittima e non mi sento di criticarla. Il mercato di gennaio ha aumentato ancor di più i dubbi nell'ambiente, ma di fronte a certe offerte ricevute era difficile riuscire a dire no. Ricordo la conferenza stampa di alcuni mesi fa aperta al pubblico, nel quale i tifosi hanno ribadito a Guarascio il loro invito a passare la mano: sarebbe stata un'occasione per confrontarsi e venirsi incontro, fermo restando che spettava alla società dare delle risposte e dimostrarsi aperta al confronto e recettiva. Adesso possiamo dire che è stata un'occasione persa, e ne vediamo gli effetti.
Qual è la colpa principale che riconosci a Guarascio?
"Ha commesso troppi errori, negli ultimi anni ha dimostrato di non avere una visione e garantire un progetto che puntasse al futuro. Chiaramente, non si può fare il passo più lungo della gamba, ma durante gli anni in serie B bisognava trovare il modo di consolidarsi in quella realtà, ristrutturandosi a livello dirigenziale ed investendo parecchio, magari aprendosi a nuovi soci. La serie B è un campionato particolare: può andarti bene per un anno o due, ma non puoi vivacchiare all'infinito. Guarda il Catanzaro: certo, Noto ha speso parecchio anche solo per raggiungere la serie B, ma adesso si sta adoperando anche per reperire un centro sportivo per la prima squadra. Si guarda al futuro, non ci si limita ad amministrare l'esistente".
L'onta del doppio declassamento è stata vissuta non solo dalla Salernitana ma anche a Crotone, ma lì le cose stanno andando diversamente. Pur con tutte le vicende giudiziarie che interessano la società, l'attualità parla di quattro vittorie consecutive nelle ultime quattro giornate. Pensi che il Crotone possa dire la sua in chiave playoff?
"È presto per dirlo, ma a Crotone stanno perseguendo la strada giusta: rispetto agli anni della serie A il ridimensionamento c'è stato, ma ci sono tutti i presupposti per ritentare l'assalto alla serie B in futuro. Va sottolineato il lavoro di mister Longo, ottimo allenatore e gran comunicatore, ma anche del dg Vrenna, che nell'ultima sessione di mercato si è superato: la cessione di Cargnelutti al Catania è stata importante, ed è stato bravissimo a prendere Musso dalla Torres, che peraltro ha già fatto goal con la nuova squadra, per sostituire Murano".
Domenica sarà il giorno del "Derby dello Stretto", la Reggina dovrà vedersela con un ACR Messina voglioso di riscatto dopo la batosta casalinga con l'Enna e con il terzo cambio in panchina è pronto a dare la scossa alla squadra.
"Esattamente, sarà una gara molto insidiosa per gli amaranto, che non possono permettersi passi falsi contro un avversario che ha raccolto 35 punti sul campo e ha le armi per far male. Sarà fondamentale tenere alta la tensione, credo che Torrisi lavorerà molto su questo".
Sempre rimanendo nell'ambito dei rapporti tra una squadra e la stampa ti chiedo cosa ne pensi delle dichiarazioni del tecnico della Reggina Torrisi nella conferenza stampa prima della partita con il Ragusa: converrai con me che sia stato eccessivo chiedere ai giornalisti di sostenere la squadra, magari anche mentendo...
"Io non avrei fatto quella esternazione, voglio credere che si sia espresso male e riconosco che in parte ha corretto il tiro nelle interviste dopo la partita. Penso che il suo sfogo fosse dettato dal fatto che ritiene che qualcuno sia contro a prescindere e non voglia riconoscere i meriti della squadra e dello stesso allenatore, che stanno facendo qualcosa che tempo fa sarebbe stato impensabile, ma al tempo stesso è improprio chiedere alla stampa di "fare la propria parte", perché il ruolo del giornalista non è quello di mentire ma di riportare ed analizzare i fatti e non credo che una squadra debba lasciarsi influenzare da una critica anche feroce o un giudizio ritenuto parziale".
Di fatto, ad indispettire Torrisi sono state certe affermazioni di alcuni opinionisti secondo i quali la rimonta in classifica sia stata agevolata dal rallentamento delle battistrada, indice di una qualità molto bassa del raggruppamento, oppure che la Reggina abbia sofferto il Savoia nell'ultima sfida casalinga, specialmente nei primi 20 minuti. Sono affermazioni condivisibili?
"Non penso questo. Inizio ribadendo i miei complimenti al Savoia: sta facendo un ottimo percorso in campionato e si è rivelata la migliore squadra vista al "Granillo", la Reggina ha giocato una buona gara ed ha avuto la forza di riprendere gli avversari, che non hanno demeritato. Quanto alla qualità del girone I, penso che non sia diversa da quella degli altri anni, ma nemmeno degli altri gironi, escluso forse il girone H che è storicamente molto duro. Per certi versi, il fatto stesso che la Reggina abbia vinto a Ragusa, dove altri avevano steccato, e che al momento dell'arrivo di Torrisi fosse ad una decina di punti dalla Nuova Igea Virtus fa capire che il valore delle avversarie degli amaranto sia alto: non bisogna pensare al blasone o al fatto che si debba vincere a tutti i costi, la stessa Nuova Igea lotterà fino alla fine ed è molto forte, ha elementi che conoscono benissimo questa categoria, un bravissimo allenatore come Marra e un attaccante come Samaké, alla migliore stagione della sua carriera".
Autore: Rocco Calandruccio
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