Il Catanzaro esce sconfitto dal “Renzo Barbera” al termine di una partita dal doppio volto, intensa nei contenuti ma decisa dagli episodi. Finisce 3-2 per il Palermo, che conferma il proprio fortino casalingo e una statistica impressionante: dodici vittorie nelle ultime tredici gare interne. Per i giallorossi, invece, resta l’amarezza di una prestazione solida e propositiva, ma non sufficiente per portare via punti da uno dei campi più difficili della categoria.
L’avvio di gara è incoraggiante per la formazione calabrese, che approccia il match con personalità e buona organizzazione. Il Catanzaro non si limita a contenere, ma prova a costruire gioco e a colpire con rapidità. Il vantaggio arriva al 3’ grazie a Pittarello, bravo a finalizzare una delle prime vere occasioni create. Il Palermo reagisce e perviene al pareggio con Johnsen, che non toglie tuttavia certezze alla formazione di Aquilani.
Anzi, le Aquile continuano a giocare con convinzione ed è ancora Pittarello, protagonista assoluto del primo tempo, che firma la doppietta (seconda consecutiva dopo quella contro lo Spezia, ndr) del nuovo vantaggio giallorosso.
All’intervallo il Catanzaro è avanti 2-1, con la sensazione concreta di poter gestire la partita anche nella ripresa. Il secondo tempo, però, racconta una storia diversa. Il Palermo alza il ritmo, aumenta la pressione e sfrutta meglio le situazioni decisive. Il Catanzaro, pur mantenendo una buona qualità nella manovra, perde progressivamente campo e incisività negli ultimi metri.
L’episodio che cambia tutto è l’autogol di Nuamah, che al 54’ rimette in equilibrio il match e spezza l’inerzia favorevole ai giallorossi. Da quel momento la gara si sposta sui binari dei padroni di casa, più aggressivi e determinati. Il colpo definitivo arriva nel finale con una beffa… di rigore: penalty trasformato con freddezza da Pohjanpalo, attuale capocannoniere della Serie B, che firma il 3-2 e completa la rimonta rosanero.
Nonostante la sconfitta, i dati confermano una prestazione di buon livello del Catanzaro. Pigliacelli e compagni chiudono con il 59% di possesso palla, segno di una squadra capace di imporre il proprio gioco per larghi tratti del match.
Anche sul piano delle occasioni create, la formazione calabrese non è stata inferiore: 15 tiri complessivi verso la porta del Palermo (8 nello specchio), un dato significativo, che però non si è tradotto in efficacia sotto porta. Migliore dei siciliani anche la precisione nei passaggi, a testimonianza di una manovra fluida e spesso ben costruita. Il problema, ancora una volta, è stato la concretezza.
Il Palermo ribadisce invece la propria forza tra le mura amiche. Nonostante un incontro non sempre brillante sul piano del gioco, la squadra rosanero ha saputo restare dentro la partita e colpire nei frangenti cruciali. Determinante la gestione emotiva dopo lo svantaggio iniziale e la capacità di sfruttare gli episodi favorevoli, qualità che stanno diventando un marchio di fabbrica della formazione siciliana.
Per il Catanzaro resta il rammarico di una partita interpretata con coraggio e qualità, soprattutto nel primo tempo. La doppietta di Pittarello, la capacità di palleggio e il controllo del ritmo per lunghi tratti rappresentano segnali positivi. Tuttavia, la ripresa ha ancora una volta evidenziato importanti limiti nella gestione dei momenti chiave e nella tenuta difensiva quando la pressione avversaria si è alzata.
Una sconfitta che non pesa in classifica (il Catanzaro è già aritmeticamente quinto e qualificato ai playoff), ma che, al tempo stesso, conferma la competitività della squadra giallorossa, chiamata ora a trasformare le buone prestazioni in risultati concreti. Al “Barbera” finisce 3-2: il Palermo festeggia, il Catanzaro esce con tanti rimpianti e la consapevolezza di dover compiere in fretta un ulteriore salto di qualità in vista del rush finale per la promozione in Serie A.
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