Il Corigliano ha scelto la sua nuova voce. Francesco Lomonaco entra in scena come un condottiero chiamato a cambiare il destino di una piazza che non vuole più essere spettatrice. Nessun annuncio patinato, nessuna frase di circostanza: solo la sensazione netta che qualcosa, da oggi, non sarà più come prima.Lomonaco arriva con il passo di chi ha già visto battaglie vere. Ex attaccante di categoria, uomo di campo, tecnico cresciuto nel fuoco delle giovanili del Crotone, dove la disciplina non è un concetto ma un codice. Porta con sé un calcio verticale, feroce, costruito sulla fame. E porta soprattutto un’idea: il Corigliano deve tornare a essere una squadra che fa paura.

La società lo ha scelto per questo. Perché serviva un profilo che non si limitasse a gestire, ma che spingesse, che accendesse, che trasformasse. Il direttore Rugiano ha puntato su di lui come si punta su un generale: non per accompagnare la stagione, ma per guidarla. E la città, che da troppo tempo aspetta un segnale, ora ce l’ha.Nello spogliatoio si respira già un’aria diversa. I giovani sanno che con Lomonaco non si scherza. I veterani capiscono che il livello si alza. La Promozione Girone A, che spesso sembra un territorio di sabbia e trappole, diventa una mappa da conquistare metro dopo metro.

Il Corigliano riparte. Riparte con un allenatore che non promette miracoli, ma lavoro. Riparte con una mentalità che non chiede permesso. Riparte con un nome che pesa: Francesco Lomonaco.

Sezione: Altre news / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 22:20
Autore: Rocco Calandruccio
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