La Deliese alza il sipario sulla nuova stagione con il gesto più semplice e più potente: tenere stretto il proprio capitano. Alessandro Carbone resta dov’è sempre stato, al centro della scena, nel cuore della gente, nel punto esatto in cui la maglia amaranto smette di essere tessuto e diventa identità.La foto che lo ritrae, immerso nel boato della Curva Amaranto, non è solo una grafica celebrativa: è una dichiarazione di intenti. Carbone non posa, guida. Non mostra la fascia, la rappresenta. Non promette, incarna. In un calcio che cambia, che compra, che scambia, che rincorre, la Deliese sceglie la via più antica e più nobile: ripartire dal proprio uomo-simbolo.

E allora eccola, la stagione 2026/2027, che nasce già con un marchio indelebile: tradizione, passione, orgoglio amaranto. Tre parole che non sono slogan, ma coordinate. Tre parole che raccontano un club che non si limita a partecipare: vuole lasciare un segno. E lo fa partendo da chi, negli anni, ha trasformato il ruolo di capitano in una responsabilità totale, quasi mistica.Carbone è il volto che rassicura i tifosi, la voce che richiama i compagni, la spina dorsale che regge le partite sporche, quelle che non finiscono nei titoli ma costruiscono le stagioni. È il primo a credere, l’ultimo a mollare. È l’elemento che unisce passato e futuro, che tiene insieme la Deliese che è stata e quella che vuole diventare.

La conferma del capitano non è un atto burocratico: è un messaggio al campionato. Un messaggio che dice: la Deliese c’è, è viva, è orgogliosa, ed è pronta a combattere.E quando il capitano resta, resta anche un’idea. Resta una mentalità. Resta una promessa: l’amaranto non si spegne.La stagione può cominciare. La Deliese ha ancora il suo cuore. E il cuore batte forte.

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 13 luglio 2026 alle 15:22
Autore: Rocco Calandruccio
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