La Reggina passa al D’Ippolito come una squadra che sa già chi è e dove vuole arrivare. Il 3-0 sulla Vigor Lamezia non è solo un risultato: è una dichiarazione di forza, identità, continuità. Su un campo al limite dell’impraticabilità, dove ogni rimbalzo è un’incognita e ogni passo è una battaglia, gli amaranto impongono ritmo, intensità, ordine. Dominano. E vincono con la naturalezza delle squadre che hanno dentro qualcosa in più.Il vantaggio arriva al 18’: mischia, caos, fango, ma lucidità totale. Toscano sbuca da pochi passi e insacca, favorito dal velo intelligente di Magrassi. È il segnale che la Reggina è dentro la partita con la testa giusta. Il raddoppio è un manifesto tattico: inserimento perfetto di Abonckelet, Sabella battuto, 0-2. Sul finire del primo tempo il francese si ripete: scavetto morbido, elegante, quasi provocatorio su un campo che di elegante non ha nulla. È il tris amaranto, è la partita indirizzata.

La ripresa è gestione, ma non rilassatezza. La Reggina continua a spingere, a cercare il gol, a dimostrare che la fame non si spegne. Magrassi e Lancini segnano, ma entrambi vengono fermati dal fuorigioco. Magrassi poi colpisce una traversa che vibra ancora. È dominio totale, senza pause.Al triplice fischio arriva la quarta vittoria consecutiva, arriva la vetta, arrivano numeri che parlano da soli: 13 gol segnati, 0 subiti. Una squadra che non concede, che costruisce, che cresce. Una squadra che sta mettendo le cose in chiaro sin da subito.

Questa Reggina non promette: dimostra. E una tifoseria che ha sofferto, che ha atteso, che ha resistito, merita esattamente questo. Merita di sognare, merita di tornare dove le compete.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 18:00
Autore: Rocco Calandruccio
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