Quando viene meno una leggenda non basterebbero parole ed immagini per celebrarlo, ma Mazzola, scomparso proprio questa notte dopo una lunga malattia, merita ricordi e memorie. Con lui non solo scompare uno degli ultimi idoli di un calcio che non esiste più, ma anche l’erede di un calciatore, suo padre Valentino, che molti di noi hanno solo conosciuto in immagini e racconti, ma che da sempre per il Belpaese rappresenta il mito in assoluto. Eppure per “Mazzandro”, come lo chiamava il grande Brera, non è stato facile crearsi uno spazio in un mondo in cui l’ombra del genitore rischiava di tritolarlo. Invece Sandrino ci è riuscito e già questo rende merito all’uomo e al calciatore.

Bandiera nerazzurra la cui casacca ha vestito ininterrottamente per 17 anni conditi da 161 goal di cui qualcuno particolarmente evocativo come la doppietta realizzata in finale contro l’altrettanto mitico Real Madrid per una della tante vittorie della “Grande Inter”. Di quella squadra e del credo calcistico del Mago Helenio Herrera ha portato fino ai giorni nostri la memoria e la celebrazione anche dopo aver appeso gli scarpini, prima da Dirigente e poi da competente opinionista. Con la sua scomparsa dopo quasi 60 anni forse termina pure la famigerata “staffetta” che ebbe vita nello straordinario mondiale messicano del 1970, quello della televisione a colori e del 4-3 alla Germania, in cui Mazzola e Rivera si scambiavano spiccioli di gara inaugurando la stagione delle chiacchiere da bar tra chi dovesse giocare di più.

Negli ultimi anni spesso lo abbiamo visto in compagnia di altre leggende come Luisito Suarez in occasioni particolari a testimoniare con genuinità e ironia un gruppo e una squadra da almanacco. Eccezionale, nonostante la “Staffetta” di Valcareggiana memoria, anche il suo contributo alla nazionale con la quale vinse il primo europeo nel 1968, quello della famosa monetina, e con la quale sfidò appunto nel 1970 il Brasile di Pelè per la Coppa Rimet. Da oggi siamo più soli senza la sua evocazione, ironia e galanteria, caratteri di un calcio in bianco e nero, ma con tanto cuore… nel suo caso… nerazzurro. 

Sezione: Altre news / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 10:16 / Fonte: A cura di Vincenzo Marino
Autore: Rocco Calandruccio
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